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SCUOLE PARITARIE: LA SVOLTA NORMATIVA PER LA LEGALITÀ E LA QUALITÀ DELL’ISTRUZIONE

SCUOLE PARITARIE: LA SVOLTA NORMATIVA PER LA LEGALITÀ E LA QUALITÀ DELL’ISTRUZIONE

Nell’ambito del decreto-legge che introduce ulteriori disposizioni in materia di attuazione del PNRR e per l’avvio dell’anno scolastico 2025/2026 – approvato dal Consiglio dei ministri nella seduta del 28 marzo 2025 – di particolare rilievo si presenta, per DIRIGENTISCUOLA, che per la legalità si batte  ogni giorno, quanto deciso in materia di parità scolastica. 

Il decreto-legge in argomento prevede – per le scuole paritarie – che non possa essere autorizzata l’attivazione di più di una classe terminale collaterale per ciascun indirizzo di studi già funzionante, che nello stesso anno scolastico non possano essere sostenuti gli esami di idoneità per più di due anni di corso successivi a quello per il quale si sia conseguita l’ammissione, che la presidenza della commissione d’esame venga assegnata ad un soggetto esterno all’istituto paritario, che venga attuato l’impiego del registro elettronico e della pagella elettronica, così come del protocollo informatico. Tutto ciò in quanto – come affermato dal ministro Valditara – non dovrà più accadere che uno studente che lavori in una regione risulti contemporaneamente presente in una scuola paritaria di un’altra regione, così come non dovrà trovare sosta l’opera di revoca della parità, per il venir meno dei requisiti di qualità ed efficacia del servizio offerto, per gli istituti che non si dimostrino all’altezza, come testimoniato dal trend – in aumento del 10% rispetto al decorso anno scolastico – del numero di provvedimenti di revoca. 

Com’è noto, il sistema nazionale di istruzione, in ossequio ai principi declinati dall’articolo 33 della Costituzione, ricomprende le scuole statali e non statali, ed è stato istituito dalla legge 10 marzo 2000 n.62, recante “Norme per la parità scolastica e disposizioni sul diritto allo studio e all’istruzione”.

DIRIGENTISCUOLA è fermamente convinta che il disegno dei padri costituenti, lungi dal ritenersi realizzato con la mera promulgazione della legge sulla parità scolastica, possa e debba ritrovare pieno compimento e significato – ogni giorno – attraverso un’opera di moralizzazione e di contrasto a quelle pratiche che gli accertamenti ispettivi, più e più volte negli ultimi anni, hanno platealmente disvelato come illegali. Ben vengano quindi le indagini sui titoli falsi che dequalificano il mondo dell’istruzione, danneggiano gli studenti e alterano il mercato del lavoro, consentendo – ad esempio – a persone prive di competenze l’inammissibile e vergognoso vulnus di insegnare agli alunni disabili o l’impiego in strutture di degenza e di cura.

Come sindacato rappresentativo dei dirigenti scolastici appoggiamo il ministro Valditara nella sua opera di contrasto alle illegalità, strategia che oltre un anno fa cambiava passo con la sottoscrizione del Protocollo d’intesa MIM-Guardia di finanza per il contrasto dei “diplomifici”, ma che oggi, con l’approvazione del decreto-legge in parola, come evidenziato dallo stesso ministro nella conferenza stampa tenuta a margine del Consiglio dei ministri, incontra finalmente le attese del mondo della scuola, facendo registrare un’evoluzione rispetto alla strategia avviata da tempo attraverso atti di natura regolamentare, resi spesso inefficaci dalla disapplicazione decisa dai TAR.

È finalmente finita l’epoca dei 4 anni in uno! Un plauso al ministro Valditara – chiosa il Presidente Fratta – per la sua lotta alle illegalità e per la qualità della scuola, battaglie storiche di DIRIGENTISCUOLA.

 

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