È stata pubblicata la circolare per l’assegnazione degli incarichi di presidenza per l’anno scolastico 2025-2026, che conferma gli conferiti negli anni precedenti, su richiesta degli interessati, per i posti rimasti disponibili dopo le operazioni di mobilità.
Vale la pena ricordare che questo tipo di istituto è stato ampiamente sperimentato in passato per compensare la mancata emanazione regolare dei bandi di concorso. Tale situazione ha costretto l’Amministrazione a indire ben due concorsi riservati per migliaia di posti, con la contestuale soppressione dell’istituto, fino all’esaurimento delle graduatorie dei dirigenti ancora in servizio.
Nell’attuale scenario, tale incarico potrebbe essere utile, sebbene con finalità diverse, per garantire la presenza di un dirigente scolastico in ogni istituzione, attingendo al personale docente già inserito nelle graduatorie dei concorsi riservati e ordinari (quest’ultimo in fase di completamento). In questo modo, si potrebbe ottenere un incarico a tempo determinato senza intaccare il contingente di incarichi a tempo indeterminato del Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), assicurando comunque un dirigente scolastico per ciascuna scuola. Ciò permetterebbe di distribuire il carico di lavoro dirigenziale tra soggetti già qualificati e idonei per tale funzione, contribuendo a migliorare la governance e la qualità dell’istruzione in ogni istituto.
La temporaneità dell’incarico – che potrebbe essere rinnovato in presenza di disponibilità – favorirebbe la copertura dei posti altrimenti destinati a un dirigente titolare di un’altra scuola. Inoltre, consentirebbe a chi è in attesa di nomina a tempo indeterminato, sia tramite concorso riservato che ordinario, di vedere realizzate tempestivamente le proprie legittime aspettative, che altrimenti rischiano di essere soddisfatte in tempi molto più lunghi.
Questa soluzione sarebbe anche in linea con quanto previsto dall’ultimo decreto-legge varato dal Consiglio dei Ministri, che prevede la copertura di una parte delle cattedre vacanti con i docenti idonei ai concorsi cosiddetti PNRR1 e PNRR2. Le modalità di attuazione dovranno essere definite, attraverso una nuova riformulazione dell’istituto di incarico temporaneo. Ci aspettiamo che il Governo, attento a non lasciare cattedre vacanti, mostri lo stesso interesse nel garantire la gestione delle scuole da parte di un dirigente scolastico e non da una figura a metà. E non solo. Potrebbe essere una possibile soluzione alle annose questioni della mobilità.