Lo afferma l’avv. Maria Elena Burgello Funzionario MIUR. Ne prendiamo atto e ci complimentiamo con il MIUR che, a differenza delle silenti OO.SS. (e sarebbe ora che la categoria si chiedesse il perchè!) , riporta al dettato normativo che i dirigenti scolastici devono applicare. Cambiano le parole ma si conferma il contenuto: compete al D.S. l’irrogazione della sospensione dal servizio anche del personale docente e non poteva essere altrimenti. Gli errori interpretativi commessi dal Giudice lodigiano e le motivazioni addotte, ci si augura in buona fede, sono così macroscopici e, per certi versi banali che non hanno bisogno di essere ulteriormente spiegati.

Vale, invece, la pena ribadire che il Legislatore DEVE rimettere in capo al D.S. tutto il potere disciplinare. Persone terze, che non hanno nessun rapporto di lavoro con il personale in servizio nelle istituzioni scolastiche, e che, quindi, non sono i datori di lavoro degli stessi, non solo non hanno interesse, ma neanche alcuna competenza al riguardo. Riconoscere in capo al D.S. il solo potere di irrogazione della sospensione dal servizio fino a 10 giorni, questo si che è illegittimo. Attendiamo la promessa riforma della Madia e se il potere disciplinare non sarà in capo al datore di lavoro, ossia al D.S., bisognerà ricorrere al Giudice nella speranza che lo facciano anche le attuali silenti OO.SS. Peraltro cosa cambia per il personale se il procedimento disciplinare è in capo al D.S. o a un Dirigente dell’U.S.R.? L’uno e l’altro devono solo applicare la legge e essere, a loro volta, sanzionati se ne abusano.