L’11 aprile u.s., un signore ottuagenario, rimestando il letame a suo tempo generosamente fornitogli da soggetti espulsi dal Sindacato, ha ripreso i suoi livorosi attacchi contro un’associazione di dirigenti scolastici, puntando direttamente a screditare la persona del suo segretario generale, peraltro e ancora una volta, senza alcuna compiuta verifica dei fatti e delle fonti, e raccontando frottole. Se avesse avuto l’accortezza e sensibilità di verificare i fatti avrebbe saputo che i tre soggetti che si sono dimessi, a dicembre 2017 e non l’11 u.s., hanno organizzato, sotto la guida di un esperto di congiure fallite, una congiura per impossessarsi dell’Associazione e cederla al loro patron in vista della rappresentatività. La congiura è stata sventata. Avuta notizia dell’avvio dei procedimenti disciplinari finalizzati all’espulsione, hanno preferito dimettersi piuttosto che affrontare il procedimento.
Sarà la Magistratura a statuire se le sue parossistiche elucrubazioni siano giustificabili o meno in funzione di tutela di docenti e ATA, che si vorrebbero rappresentare, e se i termini e le modalità con cui sono state esposte configurano reati e illeciti civili. Anche per il direttore della rivista telematica che ha ritenuto di doverle ospitare.
A questo signore – che forse non lo sa – e a coloro che continuano ad usarlo come ariete per corrispondere agli impegni sottoscritti con il loro padrone – che invece lo sanno benissimo – ci limitiamo a partecipare in anteprima che DIRIGENTISCUOLA non è implosa come loro speravano, ma ha aumentato di circa il 20% la propria rappresentatività nonostante la macchina del fango che ha ottenuto l’effetto contrario di quello sperato: aumento di circa 150 deleghe di colleghi disgustati e indignati.
Dopodiché continui pure a sputare veleno: sia chi opera alla luce del sole, convinto che la sua veneranda età gli consenta di godere di un’impunità assoluta, sia chi prudentemente (vigliaccamente!) si mantiene nell’ombra.