Ieri, 7 ottobre, ha avuto luogo la prevista audizione presso la Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati sullo schema di D.L.vo inerente la disciplina della Dirigenza della Repubblica.

La delegazione della CODIRP (Confederezione dei Dirigenti Pubblici, cui è confederata la Dirigentiscuola) composta da Barbara Casagrande: Segretario Confederale della CODIRP – Mario Sette: Segretario Generale Direl – Attilio Fratta: Segretario Generale DIRIGENTISCUOLA  Di.S.Conf.  – Franco Mario Sottile: Tesoriere CODIRP –  si è presentata all’audizione CODIRP presso la Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati, per ascoltare l’informativa del Ministro Madia sullo schema di decreto legislativo recante disciplina della Dirigenza della Repubblica.

Sappiamo che la DIRIGENZA scolastica è sempre stata esclusa dal ruolo unico per la ben nota “specificità” della funzione. La Delegazione, nell’ambito dell’audizione e nella memoria depositata, ha evidenziato come, dopo il recente accordo quadro che riduce a quattro le aree della Dirigenza, non sia più possibile l’esclusione dei dirigenti scolastici, al pari di altri dirigenti, da uno dei tre ruoli previsti nello schema del D.L.vo. in discussione. La Delegazione ha anche evidenziato la necessità di adeguare le retribuzioni dei dirigenti scolastici a quelle degli altri dirigenti di II fascia.

“Abbiamo censurato – si legge nella memoria della CODIRP –  nella legge l’esclusione dal ruolo unico della dirigenza scolastica che merita “stantis rebus” altro e più ampio riconoscimento giuridico ed economico di quello che le norme oggi delineano.”

Lo scenario, infatti, delineato dal recente CCNQ, che ha ridotto a quattro AREE e Comparti, rende necessario e logico prevedere almeno un quarto ruolo di dirigenti, quello dell’ISTRUZIONE E DELLA RICERCA, corrispondente alla nuova Area contrattuale.

L’esclusione dal ruolo unico della DIRIGENZA SCOLASTICA è sempre stata motivata con la specificità della professione, ma sappiamo che con questa motivazione si mascherava la non volontà del Governo di adeguare le retribuzione dei dirigenti scolastici a quelli degli altri dirigenti di pari fascia. Oggi con la nuova area non è più sostenibile accettare la specificità,  in quanto nella medesima area c) al pari di un nuovo “ruolo unico” dell’Istruzione e della Ricerca deve corrispondere pari retribuzione, da definire in un unico CCNL.

“E’ corretto evidenziareafferma Attilio Fratta –  che anche altre due delegazioni hanno condannato l’assurda esclusione della dirigenza scolastica da uno dei tre ruoli unici previsti. Se questo è il segnale di una svolta e non semplice annunciazione, per evitare le reazioni della categoria che sarà puntualmente informata, non possiamo che prenderne atto e, …se sono rose fioriranno”.