Con nota n. 1107 del 22.07.2021, a firma del dr. Stefano Versari, Capo del Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione, sono state trasmesse le indicazioni fornite dal Comitato Tecnico Scientifico in data 12 luglio u.s. a seguito di quesiti formulati dal Ministero dell’Istruzione in merito alle azioni da mettere in atto per l’avvio dell’a.s. 2021/2022. Due, in particolare, le questioni affrontate dal Comitato:

 

  1. il grado di priorità da dare alla vaccinazione delle persone in età scolare;
  2. la possibilità di superare il distanziamento in caso di vaccinazione completata al 60% entro la prima settimana di settembre con riferimento al personale scolastico ed alla popolazione studentesca nella fascia di età 12 – 18 anni.

 

Dalle risposte fornite dall’organo tecnico, emerge chiara la necessità di fare il possibile per garantire una completa ripresa della didattica in presenza: su questo, nulla quaestio, anche perché non si può che condividere la riflessione sull’essenzialità del valore formativo e sull’imprescindibilità di quelle relazioni sociali garantite dalla quotidianità scolastica, presupposto fondamentale per un efficace processo di apprendimento. Non dimentichiamo, del resto, il clamore suscitato dalla recente pubblicazione degli esiti delle prove Invalsi che, sebbene non imputabili esclusivamente all’emergenza pandemica – come abbiamo avuto modo di evidenziare in un precedente comunicato – alla stessa sono in parte riconducibili.

Suscita, però, reazioni contrastanti il riferimento alla vaccinazione come conditio sine qua non per garantire un rientro a scuola in sicurezza. Tematica, questa, molto delicata, che vede divisi da tempo tanto l’opinione pubblica quanto il decisore politico che, dal canto suo, continua ad assumere posizioni prudenti, condizionate dall’assenza di un solido ed unanime consenso sociale.

Sul piatto della bilancia, del resto, ci sono due opposti principi, entrambi di rilievo costituzionale: il rispetto della persona umana, garantito dall’ordinamento attraverso il riconoscimento delle libertà e dei diritti fondamentali, e la tutela di quei bisogni di carattere collettivo che travalicano le esigenze del singolo.

Ed è proprio questo il punctum dolens della questione: quale interesse prevale? Il diritto del singolo a rifiutare la vaccinazione o l’interesse della collettività a raggiungere in tempi brevi una copertura vaccinale tale da garantire l’immunità di gregge?

A fronte di uno scenario in cui la comunità – non solo prettamente scolastica – è a rischio di una nuova ondata epidemica, ci sembra che il tergiversare della politica cominci ad essere inopportuno: il singolo è libero di decidere se vaccinarsi o meno, ma in caso contrario lo Stato ha il dovere di intervenire a tutela del gruppo, imponendo le opportune limitazioni. È necessario che prevalga il senso civico, per il bene del sistema tutto.

Auspichiamo, dunque, che le istituzioni competenti prendano posizioni nette senza ulteriore indugio, anche perché una riapertura a settembre senza le dovute garanzie ricadrebbe, ancora una volta, sui dirigenti scolastici, continuo centro di imputazione di qualsivoglia responsabilità. Questo, per DIRIGENTISCUOLA, è inaccettabile!