Oggi si è svolto presso il Ministero l’incontro del tavolo di contrattazione relativo al CIN/FUN 2024-2025, alla presenza del nuovo Capo dipartimento, a cui DIRIGENTISCUOLA ha augurato un proficuo lavoro, offrendo la massima collaborazione.
In premessa la dott.ssa Iunti ha precisato che nella data odierna non sarà possibile sottoscrivere il CIN dal momento che occorre aspettare la restituzione, da parte dell’UCB, del CIN degli anni precedenti oltre al decreto ufficiale di costituzione del FUN.
Si discute quindi sull’ipotesi proposta dall’Amministrazione che conferma le somme già anticipate nell’ultimo incontro e definisce meglio alcuni aspetti legati al decreto sulla valutazione ormai emanato. In particolare, si è discusso del range tra le fasce di valutazione e della retribuzione di risultato per i dirigenti in particolari posizioni di stato.
Gli interventi al tavolo hanno preso in esame i punti dell’ipotesi.
DIRIGENTISCUOLA ha ribadito la proposta di aumentare la retribuzione di posizione variabile per le istituzioni scolastiche appartenenti alla fascia di complessità C, con un incremento di 1.000 euro, al fine di ridurre, seppur parzialmente, il divario con le altre fasce, dal momento che dal calcolo simulato dall’amministrazione si evinceva un risparmio all’interno dell’85% del FUN. L’utilizzo parziale del suddetto risparmio può consentire il mantenimento della retribuzione prevista per la fascia A e B con l’implementazione della C.
Per quanto riguarda la retribuzione di risultato, che per l’anno in corso è legata alla valutazione della performance dirigenziale, non c’è accordo sui criteri per l’assegnazione della maggiorazione del 30% destinata ai dirigenti scolastici che, a livello regionale, otterranno il punteggio più alto. DIRIGENTISCUOLA ritiene che la fascia di complessità dell’istituzione scolastica, essendo già considerata per la determinazione della retribuzione parte variabile, non debba essere riconsiderata come criterio di precedenza a parità di valutazione per l’attribuzione della quota di maggiorazione prevista nella percentuale max del 5% dei dirigenti, anche perché non direttamente correlata alla performance del dirigente. Così come non devono essere recepiti, come criterio di preferenza, i singoli criteri e/o punteggi già contemplati per la complessità dell’istituzione scolastica. Si è colta l’occasione per sollecitare l’apertura del confronto sulla modifica dei criteri delle fasce di complessità su cui siamo stati, a suo tempo, molto critici.
Inserita nella bozza la clausola di salvaguardia per il mantenimento della retribuzione in godimento dei dirigenti che in costanza di incarico hanno cambiato fascia e l’ultrattività del CIN sino alla stipula del successivo.
Oltre le considerazioni tecniche odierne, non possiamo che ripetere quanto già espresso e reiterato in tutte le sedi, anche in quelle parlamentari: il problema di fondo è il reperimento delle risorse finanziarie per colmare il divario retributivo con i dirigenti di pari fascia che si aggira attorno ai 20 mila euro, raggiungendo la tanto agognata ” perequazione “. È scontato infatti che per l’anno in corso l’indennità di risultato si aggirerà su un valore medio di circa 6000,00 pro-capite.
La seduta è aggiornata ad un incontro successivo, dopo l’ acquisizione da parte dell’amministrazione delle osservazioni scritte sui punti di maggior disaccordo che DIRIGENTISCUOLA puntualmente invierà in settimana.