La spinosa questione delle delegazioni di pagamento vede una nuova puntata malgrado la parola fine fosse  già stata pronunciata in ben due comunicati: il primo maggio e il 21 maggio uu.ss.

 La nota del 1 giugno a firma del Ragioniere Generale dello Stato anziché fornire chiarimenti all’istituzione scolastica richiedente crea sconcerto perché non menziona affatto il modello E taroccato, “pietra dello scandalo” che è stato all’origine della nota del  Direttore d.r F.P. Schiavo il quale sostiene  “l’allegato E, di cui all’oggetto, è uno tra i documenti necessari che la circolare RGS n. 2/2015 individua per istruire le pratiche di delegazione di pagamento da inviare alle Ragionerie Territoriali dello Stato di competenza. Il testo del suddetto allegato, inviato tramite la procedura su menzionata, risulta diverso da quello riportato nella circolare RGS n. 2/2015 attualmente in vigore. La differenza contenutistica riguarda l’inclusione della dicitura “Determinazione positiva in merito ai requisiti previsti dalle circolari RGS n. 1/2011, n. 30/2011 e n. 2/2015”, la cui sottoscrizione viene messa in capo all’Amministrazione di appartenenza del dipendente. Tale adempimento, di fatto, non può essere espletato dalle Istituzioni Scolastiche perché non dispongono degli strumenti utili per effettuare le verifiche richieste dalle circolari citate. Tali verifiche, infatti, possono essere effettuate esclusivamente dall’ufficio ordinante della spesa (Ragioneria Territoriale dello Stato di competenza) che gestisce la partita stipendiale.”

Giova ricordare che il ministero ha recepito in toto quanto espresso dal dr. Schiavo con la nota prot.n. 14671 inviata a USR , alle regioni e province autonome, al MEF e alla Ragioneria Generale dello Stato. . “Nella pratica, ricorrono casi in cui il testo dell’istanza presentata è diverso da quello riportato nella circolare RGS n. 2/2015 e include diciture che pongono in capo all’Amministrazione di appartenenza del dipendente accertamenti e determinazioni in merito alla sussistenza dei requisiti previsti dalle circolari RGS n. 1/2011, n.30/2011 e n.2/2015”

La Nota MEF 1/06/2021 recita: “il rilascio della c.d. determinazione positiva compete all’amministrazione di appartenenza del dipendente, da individuarsi, nel caso specifico del personale della scuola, nell’istituzione scolastica”  tale dicitura però non compare affatto nell’allegato E della circolare RGS n. 2/2015. I dirigenti scolastici come rappresentanti  dello Stato devono attenersi al documento ufficiale e non a quello artatamente modificato dalle finanziarie o dalle banche sia ora che  in futuro. E’ stato per ben due volte chiarito che l’onere degli adempimenti inerenti i controlli  previsti dalle circolari RGS n. 1/2011, n. 30/2011 e n. 2/2015, (notificato anche al MEF e Alla Ragioneria Generale delle Stato) non compete alle scuole bensì alla RTS di competenza ma si tenta di nuovo di fare lo scaricabarile, come spesso accade, sulle scuole che però non ci stanno e dicono BASTA!

Si invita pertanto lo scrivente della nota del 1 giugno a prendere   atto della realtà e a non fare richieste prive di qualsivoglia fondamento.

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