Con rammarico, questo Sindacato ha assistito alla trasmissione televisiva “Porta a Porta” giudicando l’intervento del rappresentante dei dirigenti scolastici come un’occasione perduta per esprimere ed informare l’opinione pubblica circa le reali ed oggettive condizioni in cui, quotidianamente, gli stessi dirigenti scolastici operano.

Sono state tollerate espressioni come “i presidi si ammacchiano” o proposte, per i dirigenti, di “uno screening psicologico” prima di assumere l’incarico, piuttosto che evidenziare l’assoluta mancanza di mezzi e risorse, determinata da una politica che predilige l’apparire al fare, l’annunciare al realizzare.

Fa specie come sia stato il conduttore Bruno Vespa a tutelare la nostra categoria piuttosto che il rappresentante di ANP invitato.
Ancora una volta, dunque, la commistione di rappresentati ha determinato l’impossibilità di schierarsi fermamente a favore dei rappresentanti legali degli istituti scolastici, giuridicamente “terminali di responsabilità” ma, per l’opinione pubblica “capri espiatori”.

Dirigentiscuola ribadisce come solo l’unione di categoria potrà permettere di avere una voce sola a tutela delle sacrosante richieste ed esigenze dei dirigenti scolastici affinché non diventino vittime di un sistema malato.

Sentirsi dire dal giornalista “si dia da fare” è stata l’ennesima mortificazione per i dirigenti scolastici a cui il rappresentante di categoria non è stato in grado di replicare se non con una battuta ironica, fuori luogo.

La scuola potrà essere aiutata solo da una classe dirigente unita, formata e ben retribuita.