DIRIGENTISCUOLA, sin dalla sua nascita, ha sempre invitato la categoria a reagire alla situazione di maltrattamento da parte dell’Amministrazione e di chi, invece, di tutelarla, l’ha ridotta al rango di pezzente. Per troppi anni la categoria ha rilasciato una delega in bianco. Al motto della DIRIGENTISCUOLA del “TROVA UN’ORA AL GIORNO PER TE”, seppure lentamente la categoria, quant’anche sommersa da mille impegni, ha iniziato a interessarsi della propria situazione professionale e del vergognoso trattamento economico. Ha iniziato a chiedersi il perché delle tante anomalie che l’affliggono. In tanti hanno reagito scegliendo l’alternativa, dando fiducia alla DIERIGENTISCUOLA consentendole di diventare rappresentativa. Molti hanno continuato a  lamentarsi. Di recente oltre 400 colleghi hanno iniziato a reagire chiedendo, però, “intercessione” agli interlocutori sbagliati, ai responsabili.

Eppur si muove, abbiamo scritto in un recente comunicato.  

Qualche OO.SS. ha iniziato a preoccuparsi e a prendere atto che la delega in bianco era o stava scadendo. Qualche altra non si è proprio scomposta convinta che si trattasse della solita bolla di sapone.

 A non preoccuparsi affatto è l’Amministrazione, il MEF e il Governo. Ed è stato detto chiaramente. Allorquando DIRIGENTISCUOLA ha chiesto, dopo l’accoglimento di oltre 40 ricorsi, l’estensione erga omnes della  R.I.A. scippata ai dirigenti assunti dopo il 2000, la risposta è stata chiara: preferiamo pagare tanto alla fine i ricorrenti che avranno la forza di arrivare in Cassazione saranno pochi!

Il senso di dovere della categoria, il senso dello Stato, la professionalità e il senso civico sono stati scambiati con l’incapacità di reagire, di subire passivamente consolidando la convinzione che non avrebbe reagito neanche alla…schiavitù!

Quante volte DIRIGENTISCUOLA ha definito vergognoso e mafioso un simile modo di agire. La categoria non riusciva a capire perché le altre OO.SS. non reagivano.  Ora lo sa e sa anche perché non possono reagire. Ogni tanto fanno finta di alzare la voce, ma è solo fiction! Ammuina! Tutti sanno che i problemi non possono essere risolti da chi li ha causati e non a caso!

Quale altra categoria sopporterebbe e accetterebbe passivamente quello che sta succedendo in questi giorni? Il Governo è così convinto che non ci sarà alcuna reazione, che alza il tiro quotidianamente. Non solo non viene corrisposto quanto dovuto, non solo son si stipulano contratti da anni, non solo si continuano a pagare le reggenze con i soldi del fondo regionale, non solo non si incrementa il FUN, ecc… ma, addirittura la categoria dovrà restituire in media di 3-4.000 euro. Nel contempo aumentano le responsabilità, le competenze, gli impegni, i carichi di lavoro senza la previsione del ben che minimo compenso.  Si ha perfino il coraggio di mettere sul tavolo l’aumento di un caffè alla settimana, dopo anni di blocco illegittimo dei contratti, nella convinzione che la categoria sia così distratta e ingenua da accettare  lo “scambio” cadendo nella trappola: quattro caffè al mese al posto della vacanza contrattuale! 4 euro al posto di 24! Passerebbe alla storia come il “contratto del gambero”!

Che fine hanno fatto gli spiccioli della L.107 con i quali bisognava compensare i nuovi carichi di lavoro previsti dalla Buona Scuola?  Hanno già preso il volo?

In attesa di sapere che fine faranno quegli spiccioli viene chiesta la disponibilità dei dirigenti scolastici a far parte dei comitati di valutazione, anche di più istituzioni scolastiche, in forma gratuita, senza rimborso spese e senza alcuna assicurazione, non solo per i viaggi con il mezzo proprio, ma neanche per le responsabilità connesse al nuovo incarico.

Cose del genere possono succedere solo nel pianeta scuola. In qualunque altro settore, anche pubblico, non si avrebbe neanche il coraggio di proporre simili aberrazioni: ci sarebbe la rivolta!

 In qualsivoglia altro settore o ambiente di lavoro ad ogni incarico corrisponde un compenso: prestazione = retribuzione + rimborso spese a piè di lista!

Peraltro i compensi si trattano, si concordano prima! Solo le elemosine si elargiscono “a piacere suo signor badrone!” Questo succedeva all’epoca della schiavitù che nel pianeta scuola sta, invece, prendendo piede e in modo diverso.   I nuovi “badroni”, sono stati onesti.  Lo hanno detto prima che non ci sarebbe stata neanche l’elemosina….e nessuno ha gridato allo scandalo!

Il c.129 della L.107/205 non prevede alcun compenso per il componente esterno del comitato di valutazione!

Nelle circolari diramate i  DD.GG. degli UU.SS.RR., nel chiedere la disponibilità dei dirigenti scolastici, hanno scritto a chiare lettere che non sarebbe stato corrisposto alcun compenso, neanche il rimborso delle spese di viaggio e di missione; neanche una copertura assicurativa. Chi finirà in tribunale dovrà anche accollarsi   le spese di giudizio!  E questo perchè sanno benissimo che i dirigenti scolastici e i docenti, pur di far funzionare le scuole, hanno lavorato non solo gratis, ma rimettendoci perfino parte del loro stipendio. 

Il tutto con il tacito consenso delle OO.SS. rappresentative che non dovranno neanche sottoscrivere alcun C.I.R. per decidere i criteri per distribuire gli inesistenti compensi! Chi non abita nel pianeta scuola non ci crede. Non riesca a capire come sia possibile che si accetti un nuovo incarico senza alcun compenso, anzi rimettendoci! Rob de mat!

La misura è colma. E’ ora che la categoria inizi a reagire; che dia un segnale forte all’Amministrazione; che faccia capire che i dirigenti scolastici sono dei lavoratori professionisti e, come tutti i lavoratori, vanno adeguatamente retribuiti.

DIRIGENTISCUOLA

  1. Lancia la prima disobbedienza civile e invita tutti i dirigenti scolastici a:

  • Non dare la propria disponibilità a far parte dei comitati di valutazione;

  • A revocarla, qualora fosse stata già data;

  • A rinunciare all’incarico qualora, nonostante la non disponibilità (è successo anche questo!) si è stati nominati.

  • A rifiutare o a non accettare nessun incarico senza il corrispettivo compenso da concordare con le parti sociali.

  1. Auspica che l’intera categoria approvi l’iniziativa e agisca di conseguenza. Bisogna dare un primo segnale forte all’Amministrazione altrimenti la situazione peggiorerà sempre più.

  2. Dichiara di assumere ogni necessaria tutela in caso di contenzioso e di denunciare chiunque dovesse fare, o avesse fatto, indebite pressioni o velate minacce specie nei confronti dei neo-dirigenti nominandoli anche senza l’acquisizione della preventiva disponibilità.

  3. Invita, infine, la categoria a chiedersi perché solo nel pianeta scuola succedono cose del genere; perché le OO.SS. sono state e sono silenti; perché non gridano o non possono gridare allo scandalo.

  4. Ricorda alla categoria che niente succede per caso o perché siamo figli di un Dio minore!