Da tempo evidenziamo lo strapotere di alcuni dirigenti territoriali e come, di fronte a ingerenze indebite nelle azioni dei dirigenti scolastici, molti direttori generali preferiscano ignorare la situazione o sottomettersi ai poteri sindacali e politici. Oggi, però, raccontiamo una storia che arriva dalla Sicilia e che ci dà speranza in un contesto in cui la giustizia e la legalità attendono ancora di trovare piena cittadinanza e per il quale DIRIGENTISCUOLA si batte quotidianamente, con la convinzione che questo non possa che essere a beneficio di tutti.
Le ingiustizie che i lavoratori subiscono, anche quelle che non ci coinvolgono direttamente, creano un senso di sconforto che si riflette sull’intero sistema scolastico e influisce negativamente su un’intera categoria. Per questo motivo, oggi desideriamo ringraziare il D.G. Pierro, non solo a nome del Sindacato, ma anche a nome di tutti i dirigenti scolastici che credono nel loro lavoro e che ogni giorno lottano per condizioni di equità e che della legalità hanno fatto il loro vessillo, avendo mantenuto, nonostante tutto, la sensibilità di indignarsi.
Vogliamo esprimergli il nostro sincero grazie, per aver accolto la segnalazione di DIRIGENTISCUOLA e, soprattutto, per aver esercitato il suo ruolo nel rispetto della norma, senza “lavarsene le mani” come spesso accade a chi preferisce chinare la testa al potere, negando l’evidenza.
La vicenda ha inizio nel settembre 2024, quando, durante il periodo di vuoto direttivo, il capo dipartimento, la Dott.ssa Carmela Palumbo, firma un incarico di reggenza in Sicilia, senza rispettare i criteri definiti dall’USR Sicilia. Su segnalazione di DIRIGENTISCUOLA, si accorge che il suo provvedimento non era adeguatamente motivato, risultando, in alcuni casi, lesivo degli interessi della controparte e poco in linea con i principi di buon andamento e di efficienza a cui la pubblica amministrazione deve sempre aspirare. Nonostante questo, non fa un passo indietro e lascia che l’incarico aggiuntivo di reggenza continui, scegliendo di affidarlo a una dirigente scolastica titolare a 40 km di distanza anziché a un altro DS, che avrebbe avuto una maggiore vicinanza sia geografica che professionale all’istituto in questione, con una rete di relazioni sul territorio che avrebbe garantito maggiore efficacia nell’attività di reggenza. Inoltre, la controparte aveva molti più anni di servizio e una conoscenza diretta del territorio, fattori che avrebbero favorito la gestione della scuola.
Passano sei mesi, e la situazione si ripete, con alcune sfumature ancora più evidenti. Nel medesimo Comune si rende necessario attribuire una seconda reggenza, e ancora una volta viene scelta la stessa dirigente, che, con il suo consenso, si ritrova così a gestire due scuole superiori in reggenza, oltre alla sua scuola di titolarità distante 40 km. TRE IN TOTALE.
A tutto ciò si aggiunge un incarico sindacale che la collega gestisce per conto di una sigla che continua a dire che rappresenta i dirigenti scolastici nonostante dal 2013 – vedi art. 1 dello statuto – rappresenta la dirigenza pubblica e i docenti. Non mettiamo in dubbio la capacità professionale della collega in questione, ma evidenziamo che la provincia siciliana è ricca di professionalità qualificate, e che non si può giustificare la “discrezionalità “ più volte invocata nel provvedimento dell’ambito territoriale, reiterando sempre le stesse scelte che appaiono scandalose e alimentano convinzioni distorte di potere e di lobby consolidate, fino al punto da assegnare due reggenze alla stessa persona.
L’intervento di ieri di DIRIGENTISCUOLA, che ha immediatamente segnalato l’arrogante anomalia, ha portato a un cambio di rotta. Il Direttore generale, verificate le evidenti storture del provvedimento, ha fatto in modo di riportare il tutto a una situazione di equilibrio, con la conseguenza che il provvedimento è stato revocato e la reggenza assegnata ad altro DS, secondo i criteri stabiliti.
Si spera che, attraverso questa decisione, si comprenda che la discrezionalità non è sinonimo di arbitrarietà e che i curricula qualificati appartengono a una vasta schiera di colleghi dirigenti che hanno tutto il diritto non solo di vedere realizzate le loro legittime aspettative, ma anche di operare in un ambiente di lavoro sano, giusto ed equo.
In un contesto in cui le altre sigle sindacali della provincia sono rimaste silenti, probabilmente per compiacenza nei confronti di un’amministrazione dalla quale sperano di ottenere privilegi, noi ci sentiamo in dovere di ringraziare il Dr. Giuseppe Pierro per aver svolto il suo ruolo con responsabilità, recuperando la fiducia nell’amministrazione. DIRIGENTISCUOLA vigilerà sulla corretta gestione delle scuole nella provincia e nella regione tutta, pronta a portare alla luce tutte le incongruenze di un sistema che ha ormai stancato la gente onesta e di cui conosciamo, in dettaglio, i percorsi e i movimenti tortuosi.
Invitiamo anche il “Sindacato dei Presidi” a invertire la rotta, e chiediamo ai colleghi della provincia, della regione e di tutta Italia di respingere ogni forma di privilegio, di segnalarci gli abusi e di lottare con DIRIGENTISCUOLA contro le disparità di trattamento; di prendere le distanze da chi, pur dicendo di rappresentarli, non fa altro che difendere una ristretta cerchia di interessi, tradendo forza dalle migliaia di deleghe che ancora oggi gli vengono conferite.
“Un sindacalista serio e corretto – conclude il Presidente Fratta – non chiede privilegi, non usa la delega conferita dai soci per benefit personali o per gli amici degli amici, “sindaca” l’operato dell’Amministrazione e denuncia chi abusa del potere per elargire benefit. Questa è la differenza con DIRIGENTISCUOLA!”