Preso atto di quanto pubblicato dalle OO.SS. in merito agli esiti del confronto tenutosi ieri sui criteri di affidamento degli incarichi ai neo dirigenti, abbiamo il dovere etico e morale di informare correttamente la categoria che si continua a prendere in giro in modo anche sfacciato. Contestualmente, invitiamo nuovamente i nostri lettori ad ascoltare l’audio dell’intervento del Presidente Fratta, già pubblicato ieri.

L’incontro di ieri aveva come oggetto il confronto sui criteri dell’affidamento degli incarichi scorrendo la graduatoria del concorso come è sempre successo da che mondo è mondo!

Invece di trattare l’argomento, nel classico giro di tavolo i vari intervenuti hanno denunciato quello che noi abbiamo definito lo scandalo della mobilità, ovvero la difformità di comportamento, l’eccessiva discrezionalità degli UU.SS.RR. e, soprattutto, la mancanza di criteri validi su tutto il territorio nazionale, chiedendo, di conseguenza all’Amministrazione di bloccare lo scorrimento della graduatoria e riaprire la mobilità interregionale rivedendo  tutti i nullaosta accordati, specie quelli della L.104.

Richiesta totalmente infondata e non meritevole di alcuna risposta. Infatti l’Amministrazione non l’ha presa in alcuna considerazione. Ma questo lo sapevano benissimo anche i proponenti che, evidentemente, speravano di rastrellare qualche consenso da parte dei colleghi disperati per non aver ottenuto la mobilità interregionale. Giocare sulla disperazione delle persone di certo non è corretto oltre che offensivo per le stesse.

Non potendo assistere allo spettacolo DIRIGENTISCUOLA chiesto di intervenire prima che finisse il giro di tavolo. Come si può sopportare che i primi responsabili dello scandalo della mobilità ora gridino allo … scandalo chiedendo rimedi cavalcando l’onda della disperazione delle persone? Vero che la gente può anche non ricordare o dimenticare il passato, ma non certamente quello recente. Solo un mese fa le stesse persone hanno sostenuto l’Amministrazione, firmando il verbale del pseudo confronto violando quanto previsto dal CCNL ovvero che i criteri per la mobilità vanno concordati a livello nazionale proprio per evitare…lo scandalo.  

Viste le reazioni e preso atto dell’assurdità delle richieste, pensavamo che non avessero avuto il coraggio di renderle pubbliche. Non è bastata la bufala della INESISTENTE mobilità straordinaria promessa e assicurata fino all’ultimo momento. Per un anno siamo stati costretti, rinunciando anche a facili consensi, a ribadire che la mobilità straordinaria non è prevista dal CCNL; per un anno siamo stati costretti a evidenziare che le norme si possono anche cambiare spiegando come: bisogna riaprire il CCNL, per farlo bisogna disdirlo entro i termini previsti, cosa che non è stata fatta….salvo poi ad affermare, nel disperato tentativo di giustificarsi, di averlo disdetto senza mai provarlo!!

Qualora l’avessero fatto probabilmente le trattative sarebbero state riprese. Riprendere le trattative non vuol dire che “domani” entrano in vigore i nuovi istituti, qualunque essi siano!! I tempi tecnici sono noti a tutti. Ci vorranno almeno due anni!! Se si proroga il CCNL per un altro anno, ce ne vorranno tre e così via. Questa è la verità e bisogna avere il coraggio di dirla alla categoria senza creare illusioni che poi si trasformano in delusioni e esplosioni di rabbia con le conseguenti reazioni.

Evidentemente i nostri competitors ancora non vogliono prendere atto che ora la categoria sa. Per anni si è fidata di chi avrebbe dovuto rappresentarla. Ora basta, i tempi sono cambiati. Ogni facile ma irrealizzabile promessa sarà puntualmente denunciata e smentita. Si perderà qualche consenso al momento ma il tempo è sempre galantuomo e ne abbiamo avuto prova. In un Paese civile ci sono le norme spesso ingiuste e incostituzionali, come nel caso che ci occupa.  Si possono e si devono cambiare, se c’è la volontà, ma non i può promettere qualcosa non prevista dalla norma, come non si può accettare che non si disdica il CCNL per cambiarle: è l’unica strada!!

Le assurde richieste, solo a scopo propagandistico di ieri, non sono state degnate di alcuna risposta e/o considerazione. Ma questo lo sapevano bene.  Basta però scrivere comunicati asserendo di AVERLE CHIESTE.  Ci saranno altre illusioni e delusioni ma…non rileva: intanto qualche consenso ci sarà pure stato?

Non è mancato il colpo di scena!  Dopo l’intervento di DIRIGENTISCUOLA ovviamente l’ultima sigla che doveva ancora intervenire non poteva ribadire le stesse illusorie richieste. Si è limitata a giustificarsi asserendo che aver firmato il verbale del confronto non vuol dire condividerlo!!

C’est à dire: vero è che noi abbiamo accettato, firmando il verbale, di non aver stabiliti i criteri a livello nazionale, dando la possibilità a ogni UU.SS.RR. di agire liberamente senza alcun criterio o con criteri diversi, ma questo non vuol dire che ogni D.G. poteva adottare criteri diversi con tanta discrezionalità. Questo consente ora di gridare allo scandalo e di pensare che si possa riaprire l’interregionalità senza peraltro, stabilire i criteri, ovvero consentendo a ogni D.G. di reiterare lo stesso comportamento? Ammesso anche che l’Amministrazione dovesse prendere in considerazione tale richiesta (cosa che, è già stato chiarito, non farà), non ci sarebbero i numeri necessari per soddisfare tutte le domande!

Avessero ammesso di aver sbagliato sarebbe stato più elegante e rispettoso della categoria.