Si è tenuto in data odierna il previsto incontro del tavolo tecnico tra l’amministrazione e le OO.SS. rappresentative, convocato  con il seguente  ordine del giorno: protocollo di sicurezza per gli esami di Stato  e per la riapertura.

A rappresentare  l’amministrazione il dr Fiorentino. Presenti anche il  dr Greco, il dr Versari ed  il dottor Miozzo in rappresentanza del CTS.

 In apertura il dr. Fiorentino  esprime piena solidarietà e supporto alla dott.ssa Giovanna Boda con l’augurio di una sua rapida ripresa.

In merito al punto all’odg con riferimento particolare alla riapertura, comunica la volontà politica di procedere a partire dal 26 p.v. alla riapertura delle scuole con la presenza al 100% degli studenti.

Aggiunge che   il  Ministero e il Governo da tempo stanno lavorando in questa direzione e che per la suddetta finalità sono stati altresì erogate le risorse di cui al  DL  41 del del 23 marzo. Specifica che con le risorse assegnate prontamente alle scuole è possibile  mettere in sicurezza gli ambienti fisici e  tutelare  la salute psicologica degli alunni con ricorso a servizi di psicologia scolastica.

L’intenzione dell’Amministrazione è quella di proseguire sul  cammino già tracciato, utilizzando  le regole già contenute nei protocolli ed evitando di fare ricorso ad una iper-regolamentazione.  Riconoscendo un ruolo propositivo di rilievo ai tavoli prefettizi , viene inoltre avanzata la proposta di potenziamento dei suddetti tavoli a cui viene demandato il compito di affrontare  problematiche locali compresa quella relativa ai  trasporti.  Il dott. Fiorentino informa altresì il tavolo del prossimo incontro del CTS che dovrà  esprimersi sulle regole sanitarie tenendo presenti le complicazioni che potrebbero derivare dalle cosiddette  “varianti”.

DIRIGENTISCUOLA ha chiesto espressamente l’invio dei dati, reiterando una richiesta già avanzata al tavolo precedente e reiterata formalmente con un documento di proposte già inviato.
Il nostro intervento, dopo aver formulato auguri di pronta ripresa alla dott.ssa Boda,  ha messo a fuoco quanto segue:

  • La situazione non omogenea sui territori con le ordinanze di chiusura dei sindaci e dei presidenti di regione che sembrano in controtendenza con la volontà politica di rientro totalmente in presenza;
  • La scuola nei fatti non è stata mai veramente chiusa quindi parlare di “ riapertura” ci sembra non adeguato in quanto il problema riguarderebbe solo una percentuale di studenti della scuola secondaria;
  • Pensare ad una presenza al 100% degli studenti della secondaria a partire dal 26 p.v. ci sembra affrettato e non opportuno in quanto permangono irrisolti i problemi strutturali legati alla capienza delle aule ed i problemi relativi ai trasporti;
  • Non si dispone di dati aggiornati sulla percentuale di personale vaccinato nella scuola né se valgono ancora le misure di sicurezza già adottate, viste le varianti;
  • I tavoli prefettizi, se potenziati, devono prevedere la presenza delle Organizzazioni Sindacali, portavoce delle esigenze del territorio perché a diretto contatto con il mondo della scuola;
  • Il protocollo utilizzato lo scorso anno per gli esami di Stato, si ritiene possa essere riapplicato senza troppe modifiche;
  • L’inutile complicazione delle procedure previste dall’ultima circolare del Ministero della Salute che coinvolge il MC nella riammissione in servizio dopo l’infezione da SARS, che ha come unico vantaggio quello di aumentare i costi a carico dell’amministrazione senza apportare reali benefici. Era sufficiente la certificazione di guarigione del dipartimento o del medico di base.

Infine è  stato evidenziato il problema relativo agli organici che, ad oggi, sono determinati ricorrendo ai parametri di cui al DPR 81/2009 che non risolvono il problema delle classi pollaio e non danno garanzie future di sicurezza, vista anche la situazione strutturale precaria già diffusa.

Sull’intento dell’Amministrazione di evitare l’iper-regolamentazione, ovviamente siamo stati concordi. Le regole devono essere poche ma chiare. Dall’inizio della pandemia, infatti, il susseguirsi di note con indicazioni a volte diverse, hanno reso difficile il lavoro nelle scuole  e in particolare dei dirigenti scolastici che hanno dovuto riscontrarle dando seguito in tempi ristretti, senza badare ad orari.

Alla luce di quanto sopra, ritieniamo che la riapertura senza rassicurazioni in merito alle questioni evidenziate è affrettata e inopportuna e non risponde ad auspicabili criteri di prudenza.

Al tavolo è emersa come parere unanime l’idea che debba essere stigmatizzata la   grande difformità di comportamento tra le regioni e soprattutto l’idea di una scuola “a richiesta” lasciata alla determinazione delle famiglie che sta disgregando l’idea di un servizio scolastico basato su regole comuni e sta creando  discriminazioni e differenze.

Al termine interviene il  dottor Miozzo che giustifica la pressione sulla riapertura delle scuole con il dato allarmante di in crescita di povertà educative e di problemi che finiscono all’attenzione della neuropsichiatria.  Sui tamponi salivari, invocati da più parti, riferisce che il  ministero della salute non si è ancora espresso per validarli ; ci sono state esperienze locali molto positivi per quanto riguarda la facilità di utilizzo, la percentuale di discreta efficacia, l’economicità e la ridotta   invasività, ma al  momento non è praticabile    lanciare una campagna  per l’effettuazione a  tappeto di tamponi  visti anche i tempi ristretti. È più realizzabile il cosiddetto modello Lazio cioè la creazione di Hub per cluster per monitorare l’andamento dell’epidemia. Si può proporre al Ministero della salute di anticipare la seconda dose di vaccino per i docenti impegnati nelle commissioni d’esame.

Interviene infine il dr. Greco e restituisce le percentuali di spesa effettuata con i  fondi  erogati lo scorso anno scolastico:  il 52% è stato utilizzato per acquisto materiali, il 27% per potenziare la DAD, il 18% per adattamenti di spazi interni e esterni e sanificazioni, il 7% per servizi professionali, sicurezza, formazione e servizi psicologici.

Il dr. Versari, in conclusione, sottolinea che è volontà del Parlamento procedere con la riapertura delle scuole;  l’amministrazione supporterà al meglio. Nel contempo fornisce i dati relativi alla spesa per l’edilizia scolastica leggera. Sono stati spesi 460 milioni euro per la realizzazione di  6318 interventi.