Allorquando un giornale crea e getta il mostro in prima pagina, incurante delle conseguenze, esercita il diritto di cronaca o induce al suicidio ovvero commette un omicidio volontario?

Chi poi fornisce notizie, magari previo compenso, a giornalisti come può essere definito? Collaboratore  di cronaca e stampa o complice di un disegno criminoso finalizzato alla distruzione di una persona?

Il Legislatore, ovvero la stessa Procura dalla quale trapelano le notizie, dovrebbero intervenire per condannare coloro che distruggono persone pur di vendere qualche copia della loro VERITA’ e questo per difendere semplicemente il secondo comma dell’art. 27 della Costituzione della Repubblica italiana:  «L’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva”.

In questo Paese esiste ancora la presunzione di innocenza?

Il diritto di informazione e/o di cronaca, semmai,  andrebbe esercitato solo dopo una condanna definitiva.

Sono giunte alla nostra redazione, anche mediante i social, migliaia di messaggi di dirigenti scolastici che, conoscendo Giovanna Boda, escludono che possa essere una persona corrotta. Nonostante Giovanna fosse a conoscenza della stima di tutto il mondo della scuola, non ha retto e ha tentato il suicidio tenendo tutti con il fiato sospeso specie dopo notizie che la davano per morta. Tutto il mondo della scuola ha incrociato le mani sperando che la notizia non fosse vera (…altro scoop!!). In tarda serata sono stati rimossi tutti i…necrologi!

Giovanna è viva; in gravi condizioni, ma è viva; si riprenderà e avrà modo di dimostrare la sua innocenza.

Una persona sensibile come Giovanna Boda che difende i più deboli, che è pronta a intervenire per tutelare i minori e per combattere illegalità e ingiustizie, che viene inviata dal Ministro in Calabria per ripristinare la legalità, che è stata insignita di tutte le onorificenze possibili, non può essere una persona corrotta. Incastrata semmai da chi la voleva distruggere. In questo Paese basta un articolo di giornale, magari anche una lettera anonima, a volta anche il consenso di persone dall’animo malvage, per distruggere le persone. Il caso del collega Pecchini ne è la prova 

Personalmente, e penso di interpretare il pensiero di tanti, anche in presenza di una condanna e di prove che attesterebbero la sua corruzione, non ci crederei. Sarei più propenso a pensare a un complotto o a un disegno criminoso per distruggerla e impedirle di portare a termine la sua missione in Calabria, obiettivo peraltro già raggiunto perché ci vorranno mesi prima che si possa riprendere ammesso che ci si possa riprendere da una simile esperienza che lascerà segni per tutta la vita.

E’ facoltà del Ministro, in presenza di un procedimento penale, sospendere cautelativamente l’imputato. Può ma non deve. Ed è questo che chiediamo e chiederò personalmente al Ministro Bianchi. La Boda non va sospesa, bensì sostenuta…fino a sentenza passata in giudicato.

Giovanna non mollare! Pensa a quell’angelo di soli cinque anni che ha bisogno della mamma; pensa a quanti ti vogliono bene e credono nella tua innocenza. Ti siamo tutti vicini e siamo pronti, qualora ce ne fosse bisogno, a testimoniare a tuo favore e a gridare ai quattro venti la tua innocenza. Ieri pomeriggio tutti i colleghi hanno pregato per te e le loro preghiere sono state ascoltate. Quando ho comunicato che eri ancora tra noi e che ci resterai le lacrime di dolore si sono trasformate in lacrime di gioia.

Forza Giovanna! Ti siamo vicini. Nei momenti di sconforto pensa a quanti ti vogliono bene e credono in te. Non dare soddisfazione a chi ha tentato di distruggerti o ha approfittato della tua fiducia.

Chi volesse inviare un messaggio di solidarietà o di attestazione di stima o una semplice preghiera alla Dr.ssa Boda può inviarla alla nostra redazione: info@dirigentiscuola.org   –  Penseremo noi a farglieli recapitare o a consegnarglieli personalmente.