Il nuovo CCNL del  comparto istruzione e ricerca,   modifica il precedente del 2007, non tanto e non solo sotto l’aspetto economico, ma intervenendo sostanzialmente al ribasso sui temi dell’autonomia, del merito e delle prerogative dirigenziali, riportando la scuola indietro di almeno vent’anni.

 L’obiettivo prioritario delle OO.SS., come ampiamento annunciato da DIRIGENTISCUOLA, a partire dal VASO DI PANDORA, è stato raggiunto: i dirigenti scolastici sono stati ridimensionati, il loro potere è stato ridotto. Il preside-sceriffo è stato annientato e con lui tutte le innovazioni degli ultimi anni. La signoria del contratto è stata barattata con la perequazione dei dirigenti. L’accordo del 30 novembre 2016 è stato rispettato.   Tutto come previsto e ampiamente denunciato.

 Le procedure di concertazione vengono amplificate dall’ introduzione di un ulteriore obbligo per il dirigente (la fase del “confronto”), estendendo di fatto le materie di contrattazione a tutte le possibili decisioni all’interno della scuola. Il confronto, che viene definito come “dialogo approfondito”, deve “consentire ai soggetti sindacali di esprimere valutazioni esaustive e di partecipare costruttivamente alla definizione delle misure che l’amministrazione deve adottare”. Brunetta aveva ridotta a 3 le 6 prevista dal CCNL/2017. Il nuovo CCNL le porta a 9!

Questo passaggio rappresenta una vera e propria limitazione di quelle prerogative dirigenziali in materia di organizzazione degli uffici, stabiliti dal D. Lgs. 165 e mai abrogati; un attacco alla dirigenza scolastica senza precedenti e un arretramento dell’autonomia scolastica sancita dal DPR 275/’99.

Visti i nuovi obblighi fissati dalle modifiche contrattuali, si apre una stagione che paralizzerà l’innovazione e lo snellimento delle procedure burocratico / amministrative nella scuola.

 Sul merito, un vero e proprio dietrofront, che sconfessa la legge 107: l’articolo 22 estende le materie di contrattazione a nove, inserendo tra queste anche i criteri di assegnazione del bonus di merito (comunque ridotto in termini economici), già attribuiti come competenza dalla 107 al Comitato di valutazione.

 Il dirigente scolastico, mentre resta l’unico responsabile valutato sui risultati della scuola, viene ulteriormente investito di nuove incombenze e limitato nelle sue prerogative di scelta, mentre aumentano la farraginosità delle procedure di contrattazione ed il rischio di contenzioso.

 La gestione degli istituti sarà ingessata oltre che portata  ad un estremismo di concertazione lenta e continua.

Si prospetta un ritorno all’era pre-autonomia, a discapito della qualità e dell’efficienza organizzativa.

 Con l’imminente pubblicazione della nuova rappresentatività, valevole per il triennio 2019-2021, la quadruplice perderà circa 7 punti percentuali di rappresentatività e non avrà più la maggioranza al tavolo. Se avessero firmato il CCNL prima del 31/12/2017  tutti i dirigenti avrebbero revocato la delega.  Chi  potrebbe rilasciare la propria delega a chi lo ridimensiona, gli toglie potere organizzativo e di gestione, lo paralizza e lo vuole controllare a vista?

  Grazie a DIRIGENTISCUOLA la categoria sta aprendo gli occhi; sta prendendo atto dell’incompatibilità e del predominio della logica degli interessi: un sindacato non può tutelare categorie diverse di lavoratori!!! Il Re è nudo!

 Per un approfondimento delle ricadute del nuovo CCNL sulla DIRIGENZA SCOLASTICA invitiamo i lettori a leggere  il documento allegato e a partecipare alle assemblee sindacali regionali che DIRIGENTISCUOLA sta organizzando per analizzare le ricadute del nuovo CCNL sulla DIRIGENZA.