L’informazione non deve ingenerare false credenze! Facciamo chiarezza sul FUN e sulla retribuzione dei dirigenti scolastici

Leggiamo, con disappunto e stupore, l’articolo pubblicato da Italia Oggi il 29 dicembre u.s. dal titolo roboante “ Buco da 25 milioni per i presidi ripianato con i fondi  del compenso accessorio di docenti e personale ATA”, che riportiamo in anteprima. L’ articolo  affronta il  problema del FUN e della retribuzione di posizione parte variabile dei dirigenti scolastici in modo inesatto,  fuorviante e, per certi aspetti, offensivo per la categoria. Segno evidente che l’autore con conosce la composizione della retribuzione dei dirigenti pubblici – non solo dei dirigenti scolastici – nonché la differenza tra retribuzione e compenso accessorio.

Infatti la retribuzione di posizione, a differenza di quanto si legge nell’articolo, non è un compenso accessorio ma  una delle tre retribuzioni che compongono lo stipendio: tabellare, posizione e risultato.

Assolutamente falsa e foriera di malumori, l’affermazione secondo la quale il buco del FUN si stia recuperando sottraendo fondi ai docenti ed agli ATA: se non è ignoranza, è malafede con l’intento di aizzare i docenti contro i dirigenti.
La previsione dello stanziamento di  25,8 milioni di euro nel 2021 è destinato, infatti, a coprire le  maggiori spese sostenute nell’anno scolastico 2019/2020  per l’ultrattività riconosciuta ai contratti collettivi regionali relativi all’anno scolastico 2016/2017, ma nulla ha a che vedere con ipotetiche sottrazioni ad altre categorie.

Si tratta solo di una misura, dovuta e corretta,  volta a  garantire la retribuzione dei dirigenti scolastici senza costringerli a restituire parte di stipendio già percepito.
Restituire quanto già percepito, piuttosto che riconoscere la giusta retribuzione conseguente alla perequazione con le altre dirigenze di pari fascia, costituirebbe l’ennesima mortificazione per una categoria che assomma responsabilità senza pari tra le dirigenze.

Giusto per fare chiarezza: la  parte di retribuzione variabile continua ad essere erogata secondo la quantificazione contenuta nel Contratto integrativo regionale 2016/17, effettuata sulla disponibilità del FUN che, però,  in questi anni non ha subito alcun  implemento, a fronte dell’aumento del numero dei dirigenti scolastici immessi nel ruolo, come vincitori di concorso.

È di tutta evidenza quindi il meccanismo perverso che si è determinato: da un lato cresce il numero  dei dirigenti scolastici, dall’altro non si  rimpingua il FUN,  dal quale dovrà essere erogata la retribuzione di posizione parte variabile. È come dividere una torta preparata per 10 persone al doppio dei commensali. Le quantità ovviamente diminuiscono.

Ad aggravare la situazione, cosa che l’articolo non dice, e che i più forse ignorano, è che anche le reggenze delle scuole sottodimensionate o rimaste vacanti, incarichi obbligatori per i dirigenti scolastici, sono  retribuite sempre a carico dello stesso FUN.

Ancora una volta ci troviamo di fronte a situazioni paradossali e anomale. Le reggenze rappresentano un risparmio considerevole per l’Amministrazione a fronte di  un’ ulteriore penalizzazione per la categoria che si vede decurtare ulteriormente quella parte di salario previsto dal Contratto di Lavoro.

Questo  avrebbe dovuto evidenziare l’autore dell’articolo, piuttosto che ingenerare false credenze di compensi sottratti ad altre categorie di lavoratori!

L’articolo,  se chi lo ha scritto avesse ritenuto opportuno ascoltare la voce dei dirigenti scolastici, avrebbe dovuto mettere in evidenza, invece, che la dirigenza scolastica, a distanza di 20 anni dall’Autonomia, è ancora costretta a lottare non solo per vedersi riconosciuta una dignitosa retribuzione, al pari di quella di altre dirigenze di pari fascia, ma addirittura per non vedersi pesantemente decurtata quella già percepita.

DIRIGENTISCUOLA, unico sindacato rappresentativo esclusivamente nell’Area Istruzione e Ricerca, ha più volte evidenziato il problema della sofferenza del FUN, sottolineando che, in assenza di implementazione, esso si riproporrà puntualmente ogni anno.

La sofferenza o l’incapienza è il risultato dell’aumento del numero dei dirigenti scolastici, a FUN invariato, e del  permanere delle reggenze a carico sempre del FUN. Le reggenze, come più volte denunciato da DIRIGENRTISCUOLA, dovrebbero essere poste a carico della fiscalità generale e non della categoria: i dirigenti con il loro fondo pagano le reggenze!!…succede solo nel mondo della scuola ,grazie alle consenzienti OO.SS.

Ancora una volta il paradosso: la dirigenza scolastica è, senza tema di smentita, quella che assume un carico di lavoro e di responsabilità almeno tripla di quella delle altre dirigenze di pari fascia, con una retribuzione pari alla metà!

Difficile a credersi ma ampiamente dimostrabile, la retribuzione dei dirigenti scolastici è inversamente proporzionale al carico di responsabilità ad essa attribuite.  Per questi motivi ci aspetteremmo che chiunque pensi di scrivere o commentare aspetti che afferiscono alla dirigenza scolastica, avesse prima l’accortezza e il buon senso di approfondire la materia.

Proprio perché l’informazione veicolata dai media funge da cassa di risonanza, è quanto mai opportuno, oltre che deontologico, veicolare notizie corrette senza ingenerare false credenze che sviliscono chi li subisce e possono fomentare gli animi di chi, falsamente, si ritiene depauperato.