Concluse le operazioni di mobilità, DIRIGENTISCUOLA si  congratula con coloro i quali hanno ottenuto l’atteso mutamento d’incarico, soprattutto in quei casi di lontananza da casa causati dagli errori dell’Amministrazione nella gestione dei conferimenti d’incarico. Sul fenomeno degli “esiliati”, del resto, abbiamo già scritto tanto, criticando quella ferma opposizione ai criteri proposti da DIRIGENTISCUOLA in sede di confronto nel luglio 2019, criteri che, se applicati, avrebbero offerto oggi ben altro scenario.

Purtroppo si avvertono ancora pesantemente gli strascichi di questa cattiva gestione della fase post-concorsuale, visto che, ad oggi, riceviamo continue segnalazioni da parte di chi, ahinoi, il mutamento d’incarico non l’ha avuto: a questi colleghi esprimiamo tutta la nostra solidarietà e rinnoviamo l’impegno di DIRIGENTISCUOLA a fare tutto il possibile per cambiare lo stato delle  cose. Non possiamo accettare impassibili lo sconfortante numero di rinunce al ruolo dirigenziale dopo i sacrifici fatti per superare un concorso così impegnativo.

Non che fino ad oggi siamo stati a guardare…anzi! Dopo il diniego all’applicazione dei criteri da noi proposti all’Amministrazione, abbiamo cercato di smontare quella politica delle illusioni portata avanti da alcune sigle sindacali che, pur di fare proseliti, hanno ideato la fantomatica mobilità straordinaria. Cosa cui noi ci siamo ben guardati dall’appoggiare, in assenza di qualsivoglia presupposto giuridico, e con la ferma convinzione che la sola strada sia la modifica degli istituti contrattuali! Quanti colleghi, pur avendo ottenuto il nulla osta in uscita, non hanno trovato sede nella regione richiesta a causa dell’incapienza legata al famoso limite del 30% previsto per la mobilità interregionale? Quante volte abbiamo urlato a gran voce che occorre disdire il contratto, perché le modifiche contrattuali sono la sola strada per uscire da questo impasse? E quante volte abbiamo detto e scritto che il cambiamento lo può operare solo la categoria?

Ricordiamo che, anche quest’anno, siamo stati l’unica sigla sindacale a rifiutarsi di firmare un verbale di confronto inaccettabile, nel quale, in barba al CCNL d’Area, si demandavano agli UU.SS.RR. i criteri per la gestione della mobilità. Questo spiega la disomogeneità che ha caratterizzato quella che non esitiamo a definire la peggiore mobilità della storia.

Reagirà questa volta la categoria? Mancano pochi mesi alla rilevazione della rappresentatività illegalmente rinviata, guarda caso, su richiesta delle sigle sindacali del comparto.

DIRIGENTISCUOLA è risoluta nell’affrontare questa come tante altre battaglie ma, come detto migliaia di volte, ai tavoli contano i numeri. Dobbiamo unirci, farlo subito e fermare chi  predica bene e razzola male e non vuole cambiare quegli istituti che ha creato: non si può più attendere; gli esiti della mobilità ne sono l’ennesima prova, e di questo è necessario che la categoria prenda coscienza altrimenti continuerà a piangersi addosso.  Così come la mobilità anche il prossimo CCNL sarà il peggiore della storia. E la categoria sta a guardare?