Mentre MEF, MIUR e UU.SS.RR. si rimbalzano la palla, molti dirigenti scolastici, vincitori di concorso non percepiscono, anche da anni, la retribuzione di posizione e di risultato, parte variabile.

Il tutto con il beneplacito delle OO.SS. che, ogni qualvolta, gli interessati si ribellano e chiedono il loro patrocinio, fanno “ammuina” ma la situazione non cambia.

I risultati parlano da soli: migliaia di dirigenti continuano a non percepire  quanto loro dovuto!

Cose del genere possono succedere solo nel mondo della scuola e questo lo sa bene il Governo.

 Lo ha ammesso, senza mezzi termini, il Ministro Madia aprendo i lavori  il 4 febbraio u.s. in sede di audizione delle OO.SS. sulla bozza del nuovo D.L.vo che dovrebbe modificare il D.L.vo n. 165/2001 per sanzionare i “furbetti del cartellino”:  Bisogna dire grazie ai dirigenti e docenti che fanno funzionare comunque le scuole anche se mal pagati.

Voleva essere un complimento? O una presa d’atto  della pazienza e sopportazione della categoria?   O, peggio, ancora,  che è possibile perfino non corrisponderle quanto dovuto tanto continua a fare il proprio dovere?  Figuriamoci a parlare di perequazione con altri dirigenti di pari fascia che, pur avendo pochissime responsabilità e carichi di lavoro,  percepiscono il doppio della retribuzione dei dirigenti scolastici ……ed è tutto normale! Tanto la categoria continua a fare il proprio dovere rimettendoci anche di tasca propria!

Per qualsivoglia altro lavoratore che non percepisse, anche solo per un mese,  quanto dovuto per contratto, le OO.SS. reagirebbero, diffiderebbero il datore di lavoro,  ricorrendo al Giudice pur di ottenere  quanto dovuto. E farebbero solo il loro dovere!

Per i dirigenti scolastici no! Sono anni che assistono al balletto tra MEF e MIUR che continano a menar il can per l’aia.  Poi la palla  passa ai CC.II.RR. che o non vengono sottoscritti o non vengono registrati (vedi Umbria) perchè la Corte dei Conti  asserisce che i provvedimenti possono essere firmati solo da un direttore generale, anche se in Umbria non c’è!  E passa un altro anno per invididuare che deve firmare o per convincere la Corte dei Conti a registrare.  Alla fine sembra che tutto sia risolto, seguono assicurazioni e promesse di sblocco, di prossima corresponsione di quanto dovuto, ma i dirigenti continuano a lavorare senza avere quanto dovuto!

Se i dirigenti non corrispondono, entro i termini previsti, ai docenti o agli ATA quanto dovuto, anche una sola ora di straordinario o il compenso che per qualsivoglia incarico, si grida allo scandalo e fioccano diffide. Ed è giusto!

I dirigenti scolastici no, pazientano, sopportano per anni.  C’è, però, un limite a tutto. Non si può continuare a prenderli in giro rimbalzandosi la palla. Le beghe e la querelle tra MIUR, MEF, UU.SS.RR., Corte dei Conti ecc… non interessano ai dirigenti o a qualunque altro lavoratore. Alle OO.SS. non  interessa il perché o il per come un dirigente scolastico non liquida i compensi dovuti al personale dipendente, pretendono la liquidazione e il Giudice dà loro ragione.  All’INPS non interessa se un dirigente non versa i contributi perchè il MIUR non acredita i fondi, fa la multa al dirigente e con tanto di interessi e sanzioni.

Qualunque creditore e/o fornitore,  neanche si pone il problema, se vanta un credito passa alla cassa, arriva perfino a far pignorare i ben idella scuola. Se vanta un credito pretende il pagamento e, se non viene liquidato, ha diritto anche agli interessi e allla rivalutazione monetaria.

La regola vale anche per i dirigenti scolastici ai quali non interessa il perché il FUN è bloccato o il fondo regionale piange perché con i soldi dei dirigenti si pagano perfino le reggenze. Non è un loro problema.  Vantano un credito che deve essere liquidato …ob torto collo!

Dopo anni, appelli, lettere aperte, solleciti è ora di dire basta e battere cassa, utilizzando il sistema più rapido: il ricorso per decreto ingiuntivo trattandosi di un credito certo ed esigibile.

Il decreto ingiuntivo è un provvedimento attraverso il quale il giudice competente, su richiesta del titolare di un credito certo, liquido ed esigibile ingiunge al debitore di adempiere l’obbligazione (nella fattispecie pagare la retribuzione di posizione e di risultato), entro il termine di quaranta giorni dalla notifica.

Ratio del procedimento per decreto ingiuntivo è quella di offrire al creditore uno strumento di tutela immediata che gli consenta di acquisire rapidamente un titolo per agire esecutivamente nei confronti del debitore, evitandogli così il pregiudizio derivante dai tempi più lunghi del giudizio ordinario per vedere accertato il proprio credito.

Il decreto ingiuntivo, peraltro, viene  emanato inaudita altera parte; è un provvedimento a carattere esclusivamente documentale, che rappresenta l’esito conclusivo della fase monitoria del procedimento di ingiunzione, disciplinato dagli artt. 633 e ss. c.p.c. (all’interno del libro IV “Dei procedimenti speciali“, Titolo I “Dei procedimenti sommari“) .

Prodromico al decreto ingiuntivo è l’atto di diffida e messa in mora del creditore: nel caso che ci occupa l’Amministrazione scolastica.

DIRIGENTISCUOLA ha deciso di tutelare gratuitamente l’intera categoria, prescindendo dalla qualità di socio, diffidando gli UU.SS.RR. inadempienti: è una questione di dignità e di tutela della categoria!

Solo coloro che diffidano l’Amministrazione possono, scaduti i termini assegnati, presentare ricorso per decreto ingiuntivo, qualora l’amministrazione non dovesse liquidare il petitum.

Tutti i dirigenti scolastici interessati – verosimilmente tutti i vincitori del concorso del 2011 – che non percepiscono la retribuzione di posizione e di risultato, possono scaricare il modello di adesione allegato, compilarlo e trasmetterlo alla DIRIGENTISCUOLA agli indirizzi di posta elettronica indicati nello stesso modello, entro e non oltre il 26 corrente.

Sarà cura della DIRIGENTISCUOLA diffidare l’Amministrazione e, a seguire, organizzare il ricorso per decreto ingiuntivo nell’ipotesi che l’Amministrazione fosse inadempiente.