“Tutti i cittadini che non vogliono la didattica in presenza per i propri figli possono chiedere la didattica a distanza integrata. Le famiglie degli studenti che da lunedì desiderano avere la DAD non dimentichino di comunicare alla direzione dell’istituto questa loro volontà. Le scuole sono tenute, alla luce dalla mia ordinanza n. 413, a concedere la DAD”. Così esordisce la nota perentoria del Presidente Emiliano, successiva alla sua ordinanza n.413 del 6 novembre 2020.

A prescindere che in appena 5 righe si è dimostrato di non conoscere la differenza tra la DAD (Didattica a distanza), che si fa da remoto con destinatari l’intero gruppo classe e la DDI (Didattica digitale integrata), che di norma si fa sempre da remoto, ma con destinatari due gruppi classe: uno in presenza e l’altro da casa, modello paventato dal governatore.

A prescindere che organizzare la DDI è quanto di più complesso si possa pensare, sia per aspetti meramente tecnologici (è necessario avere un adeguato kit tecnologico nelle scuole e per tanti docenti quanti sono quelli che in sincrono devono collegarsi), che metodologico-didattici (è necessario impostare una ‘lezione’ partecipata che non s’inventa dalla sera alla mattina).

A prescindere che non era questo il senso della richiesta di DIRIGENTISCUOLA nell’incontro avutosi l’altro ieri alla presenza del Direttore generale e degli assessori Leo e Lopalco. Incontro nel quale DIRIGENTISCUOLA aveva auspicato una decisione che non lasciasse il cerino in mano ai dirigenti scolastici tra quello che oramai è diventato un vero e proprio conflitto istituzionale tra Governo nazionale e Governo regionale.

Siamo ora anche alle consuete esternazioni pubbliche citate in premessa con le quali, a detta del Presidente Emiliano, le modalità di erogazione del servizio d’istruzione delle scuole deve dipendere dai desiderata delle famiglie. Unico modello istituzionale che si conosca in Italia. Con la conseguenza di aver scontentato tutti. Le famiglie che non sanno quali decisioni prendere, i docenti che saranno per lo più costretti a ‘rientrare’ a scuola, i dirigenti scolastici che dovranno servire ‘alla carta’ un servizio scolastico fortemente condizionato dai desiderata dei genitori.

Non era quanto avevamo richiesto.

Se è vero come è vero che sono centinaia in Puglia gli studenti e gli insegnanti positivi al Covid e migliaia quelli in quarantena per contatto stretto con un positivo a scuola (1), e chi vive la dura realtà della quotidianità scolastica non ha dubbi al riguardo, si abbia il coraggio etico e politico (l’assessore Lopalco è nel contempo un tecnico ed un politico) di prendere decisioni conseguenti, anche drastiche, sia pur impopolari.

Per amor di verità va detto che questo era stato fatto con l’ordinanza 407 di qualche giorno prima, poi ritirata a seguito di reiterate richieste delle principali organizzazioni sindacali di comparto e di area reclamanti una scuola in presenza, possibile a loro dire, alla luce dei dati epidemiologici in atto (sich!), e flash mob di mamme incarognite. Da cosa poi, non è dato capire, vista la necessità di garantire in primis il bene primario della salute dei propri figli.

Ora la situazione è deflagrata, tanto per cambiare, nelle mani dei dirigenti scolastici i quali da lunedì 9 novembre dovrebbero garantire in più di due giorni quanto la governance della scuola italiana non è stata in grado di fare negli ultimi decenni! Mentre non si affrontano i nodi cruciali della ripresa in presenza delle lezioni: trasporti e tamponamenti rapidi.

Allora la richiesta di DIRIGENTISCUOLA è chiara. Se il quadro epidemiologico è quello descritto, e noi ne siamo pienamente consapevoli, si prendano decisioni drastiche a tutela della salute pubblica degli studenti e di tutti gli operatori della scuola. Invitiamo nel contempo i colleghi, anche alla luce della recente Nota Bruschi n.1990 del 5 novembre 2020, ad evitare il più possibile spostamenti di personale scolastico e studenti da e per le proprie abitazioni.

Certo, non è facile districarsi tra un governo nazionale che derubrica ad arancione la situazione epidemiologica della Puglia, un governo regionale che al contrario paventa dati fortemente preoccupanti sulla situazione epidemiologica dei contagi in regione, e Tar che emettono ordinanze l’una di segno opposto dall’altra, ma questo non può andare a discapito ancora una volta della categoria lasciata alla mercé delle richieste più o meno legittime delle famiglie.

Seguiranno nei prossimi giorni iniziative al riguardo.

(1)Dati aggiornati della Asl di Bari: dal monitoraggio epidemiologico in corso all’interno delle scuole di Bari e provincia sono attualmente 110 le scuole con almeno un caso positivo, 493 gli studenti positivi e 92 i docenti positivi,  148 le classi isolamento per un totale di 2.960 alunni isolati. I numeri parlano da soli: è bastata una settimana di DAD, dopo la mia ordinanza n.407 che sospendeva la didattica in presenza, per registrare una diminuzione significativa del numero dei contagi, in quanto si è passati da 4.600 studenti in isolamento (solo nella Provincia di Bari!) agli attuali 2.960 alunni, da 144 scuole coinvolte a 110. Oltre il 50% delle attuali indagini in corso all’ Epidemic Intelligence Center riguardano la sorveglianza anti Covid nel sistema scolastico.