Il ministro dell’Istruzione, Valeria Fedeli, ha firmato due decreti destinati all’Edilizia Scolastica, rimettendo in gioco economie di spesa disponibili.

Una prima intesa è stata firmata con i Sindacati di comparto, i Sindacati della Dirigenza non hanno voce in capitolo, che modifica le nuove modalità per il trasferimento dei docenti. Le nuove regole hanno validità solo per quest’anno scolastico, in attesa della definizione dell’Accordo integrativo.

Le questioni da definire, però, sono ancora molte:
• la chiamata diretta dei docenti da parte dei Dirigenti: i sindacati non hanno potuto negoziare in quanto materia di Legge, ma hanno chiesto e ottenuto garanzie sui criteri per l’individuazione dei docenti per competenze a livello nazionale, e sulle “procedure e modalità per l’assegnazione alle scuole dei docenti assegnati negli ambiti, sulla base di scelte che valorizzino il Collegio dei docenti e le sue articolazioni, in un quadro di requisiti stabiliti a livello nazionale per assicurare imparzialità e trasparenza”.
• il concorso per i Dirigenti scolastici: in primavera forse, se si fa in fretta ad emanare il bando di indizione, dovrebbero essere espletate a Roma i test selettivi;
• il concorso per Direttori s.g.a.: anche questo concorso dovrebbe essere espletato in prinavera;
• le 9 deleghe correlate alla legge 107/2015: non si ha riscontro nel Decreto “Milleproroghe”, ma c’è l’intenzione del Ministro di andare avanti lo stesso sul percorso formativo e sulla valutazione nel I ciclo d’istruzione, nonché sull’esame di Maturità. Si prevede:
• la sostituzione del voto numerico con le lettere nel primo ciclo d’Istruzione;
• il superamento delle bocciature e l’esclusione della prova INVALSI dall’esame di licenza media e della terza prova dall’esame di Stato.
Le deleghe scadono a metà gennaio e, quindi, molto probabilmente necessita una proroga di qualche mese.

Resta grave il fatto che oltre circa 1.500 scuole su 8 mila sono in reggenza e sono gestite da Dirigenti che non percepiscono la giusta remunerazione.