Fornita in data odierna l’ennesima informativa da parte dell’USR PUGLIA sul FUN 2017/2018 e le connesse ripercussioni sull’erogazione della retribuzione di posizione parte variabile anche dei neo dirigenti scolastici immessi in ruolo negli a.s.19/20 e 20/21.

L’incontro segue l’informativa nazionale del 21 gennaio scorso avvenuta dopo ben due diffide indirizzate all’amministrazione in data 12 dicembre 2020 e in data 4 gennaio 2021. Informativa nella quale il dott. J.Greco della Direzione generale del MIUR-Dipartimento risorse umane e finanziarie ha confermato lo stanziamento una tantum di 13.1 milioni di euro sul FUN 2018/2019, nonché quello di 25,856 milioni di euro sul FUN 2019/2020.

Il dott.TRIFILETTI ha comunicato che il CIR 2017/2018 non è stato registrato dall’UCB a seguito di alcuni ulteriori rilievi fatti dallo stesso. Cosa che comporta una revisione dei calcoli e una nuova sottoscrizione da parte delle organizzazioni sindacali. Pare che d’intesa con l’UCB si riesca in termini brevissimi (metà febbraio) a completare l’iter procedurale, per poi procedere immediatamente dopo alla liquidazione dei relativi compensi senza alcuna decurtazione della retribuzione di posizione parte variabile.

 

Ove così non dovesse essere DIRIGENTISCUOLA, in virtù del principio di ultrattività riconosciuto ai contratti collettivi nazionali e regionali, ha chiesto di procedere a liquidare con immediatezza la retribuzione di posizione parte variabile, e relativi arretrati, con anticipi calcolati sulla III fascia di posizione, quella più bassa, salvo successivi conguagli ad avvenuta sottoscrizione del CIR 17/18. Somme, compresi gli arretrati, che i dirigenti scolastici neo immessi in ruolo negli anni 19/20 e 20/21 ad oggi non hanno ancora percepito e che legittimamente reclamano a gran voce.

DIRIGENTISCUOLA ha rimarcato la gravità della situazione che, vista in prospettiva, ed alla luce delle numerose assunzioni avvenute negli anni 19/20 e 20/21, presenta grossi fattori di criticità per gli anni a venire. In un momento in cui si chiede alla categoria l’ennesimo sforzo gestionale ed organizzativo, sforzo acuito dalla situazione pandemica e dall’atavico rimpallo di responsabilità tra governo centrale e regionale, sembra veramente paradossale che tra balletti miliardari per finanziare attività professionali di qualsiasi tipo, non si riesca a dare soluzione definitiva al suddetto problema di mancata erogazione di compensi dovuti. Roba da Stato Borbonico!