Nella tarda mattinata odierna si è avuto un incontro con il dirigente f.f. dell’USR Puglia sulla ridefinizione delle cifre per le immissioni in ruolo dei dirigenti scolastici e per la mobilità interregionale, inerenti l’anno scolastico 2021-2022: rispettivamente 20 e 8, in conseguenza di una singolare abrogazione in via amministrativa di una legge dello Stato (art. 1, comma 978, legge 178/2020) ad opera del Ministero dell’Istruzione, che così ha sottratto – per la sola Puglia – ben 38 posti che diversamente avrebbero consentito 27 assunzioni in più e ulteriori 11 destinati alla mobilità da fuori regione: in pratica tutti gli esiliati pugliesi sarebbero ritornati a casa; teoricamente per un solo anno scolastico, in pratica trovando poi successiva piena capienza nelle nuove sedi, superiori di numero, libere in seguito ai pensionamenti dell’anno scolastico 2022-2023.

Sarebbe bastato un sia pure fioco barlume d’intelligenza – e neanche la fatica di assumersi un rischio d’impresa –  da parte dell’alta burocrazia di Viale Trastevere, nell’orientare il Signor Ministro verso una soluzione corretta, in luogo di firmare – a propria insaputa, evidentemente fidandosi dei suoi diretti collaboratori – un decreto osceno, quello sugli organici dei dirigenti scolastici per il 2021-2022, propedeutico alle nuove immissioni in ruolo e operazioni di mobilità, consegnati alla libera creatività di diciotto differenti uffici scolastici regionali, che difatti vi hanno aggiunto del proprio anche inventandosi il limite dei tre mandati (USR Emilia Romagna) o quattro (USR Puglia) e dopo i quali il dirigente scolastico deve cambiare scuola in ottemperanza alla cd. legge anticorruzione, che invece per l’ANAC – così come per lo stesso Ministero e per gli altri sedici UU.SS.RR. che si sono adeguati – non si applica, essendo le scuole a basso livello di corruzione.

A tal ultimo riguardo DIRIGENTISCUOLA ha insistito affinché l’USR accolga tutte le ragioni addotte dagli interessati di rimanere nelle loro scuole; mentre, per la prima problematica, non resta da sperare che in tempo utile venga accolto, nella legge di conversione, l’emendamento al decreto legge cd. sostegni bis, per rendere disponibili le 370 normo-ridimensionate sedi nazionali (38 in Puglia) e così emendandosi quella follia interpretativa che già si sarebbe potuta evitare affidandosi a uno studente al primo anno di giurisprudenza.