Si è concluso, in data odierna, il tavolo negoziale convocato per la definizione dei Contratti Integrativi Regionali relativi alla retribuzione di posizione parte variabile e di risultato per gli anni 2017/18 e 2018/19. Garantita l’ultrattività per la posizione variabile, con una piccolissima variazione solo per il 2017/18, come riportato nella tabella sottostante.

Per quanto riguarda il risultato, come si può, vedere sono previste, purtroppo, somme irrisorie che mortificano i dirigenti scolastici gravati da incombenze e responsabilità senza confronti con le altre dirigenze siano esse di 2^ o di 1^ fascia.

Come noto, però, saremmo stati costretti a restituire anche sulla retribuzione di posizione variabile se non fossero stati stanziati i 13,1 milioni di euro in finanziaria proprio per gli anni 2017/18 e 2018/19.

In alcune Regioni dove la somma percepita per retribuzione di posizione parte variabile è di gran lunga superiore a quella siciliana, non è ancora scongiurato, infatti, il rischio della restituzione di parte delle somme già percepite.

Questa situazione di disparità dovrebbe cessare dall’anno 2019/20 dal momento che il CCNL di Area prevede che la contrattazione sulla retribuzione di posizione e risultato non sia più demandata ai singoli USR ma rimanga a livello centrale per dare omogeneità sul territorio e fare in modo che tutti i dirigenti percepiscano allo stesso modo in relazione alla fascia di complessità della scuola che dirigono.

È una battaglia che DIRIGENTISCUOLA conduce da tempo assieme a quella per l’equiparazione all’interno dell’Area tra dirigenti di uguale fascia.

Se la categoria unita desse forza all’unico sindacato di categoria, avremmo certamente più speranze di riuscire a recuperare la dignità del ruolo e la meritata perequazione economica.

Di seguito le cifre:

 

Come si può vedere la differenza è davvero esigua e comunque viene compensata nella retribuzione di risultato   dalla   quale   si   sarebbe   dovuto   attingere   per   recuperare   i   pochi   euro   di   differenza. Non   sarebbe   cambiato   nulla,    dunque,    ed    abbiamo    preferito    non    perdere    altro    tempo. Se è vero, infatti, che abbiamo continuato a percepire la posizione variabile secondo il CIR 2016/17 e che quasi certamente si andrà a pareggio con i conguagli, è pur vero che questo garantirà, dopo la firma dell’UCB e la registrazione dei decreti alla RTS, di percepire la parte di risultato indicata nella sottostante tabella.

 

Per l’anno 2018/19 le somme sono quelle riportate di seguito:

 

Come vedete le somme di posizione variabile sono identiche al CIR 2016/17 come previsto dalla norma. Le somme sottostanti afferiscono invece al risultato distribuito nelle diverse fasce.

 

Per quanto riguarda le reggenze relative a questi anni, dopo le operazioni di certificazione e registrazione saranno liquidate nella misura dell’80% della posizione variabile dovuta in relazione alla fascia di complessità.