In esito all’odierno incontro in videoconferenza con gli assessori Leo e Lopalco, ed alla presenza del direttore generale dell’USR Puglia Anna Cammalleri, si è tenuto in data odierna l’ennesimo tavolo COVID finalizzato a definire i dettagli della prossima ordinanza.

Mentre per il I ciclo non sono state paventate grosse novità, per il II ciclo le istituzioni scolastiche dovrebbero garantire la didattica in presenza fino ad un massimo del 50%, lasciando libera scelta alle famiglie all’interno di un turno unico di lezione.

E questo nonostante l’assessore Lopalco abbia da sempre affermato che il contagio è ripartito da quando si sono aperte le scuole, ed è ripartito in misura sproporzionata nella fascia di età scolare: ossia che chi è andato a scuola si è contagiato di più rispetto ad altre fasce di età?

E questo nonostante l’assessore Lopalco abbia confermato che la situazione epidemiologica è rimasta stabile rispetto alle settimane precedenti con un Rt intorno ad un valore pari ad 1 ed un tasso di incidenza del contagio che non tende a scendere.

La Regione intende continuare dunque a dare agli studenti delle scuole pugliesi, questa volta anche del II grado, e alle loro famiglie, la possibilità di scegliere la didattica a distanza. La cosiddetta scuola a domanda!

Cui prodest?

Ma il decisore politico sa che i tavoli tecnici coordinati dai prefetti per l’adeguamento del sistema dei trasporti stanno partorendo decisioni le cui ricadute operative, al di là degli stanziamenti ministeriali, sono per lo più in fieri?

Sa che ad oggi niente, o quasi nulla, è stato fatto per implementare il sistema di contact tracing e la conseguente programmazione di tamponi rapidi a tappeto sull’intera popolazione scolastica, o comunque sui soggetti positivi al covid-19 o per i contatti stretti di costoro?

Sa che ad oggi quanto promesso nei trascorsi tavoli tecnici in tema di cablaggio degli istituti scolastici è ancora un mero auspicio? E che questo renderà di fatto impraticabile la gestione dell’attività didattica integrata (DDI), proprio quella che dovrebbe consentire lo svolgimento delle lezioni in modalità sincrona tra i gruppi a casa e quelli in presenza?

Tutte questioni che abbiamo espresso al tavolo e che vedono la nostra associazione sindacale, stante i dati epidemiologici in campo, e le criticità ancora esistenti, in primis una paventata istituzione di presidi sanitari presso le scuole ancora in fieri, fortemente contraria ad un ipotizzato rientro in presenza al 50% con scelta addirittura in capo alle famiglie.

DIRIGENTISCUOLA ritiene che non ci siano ad oggi le condizioni minimali per un rientro in presenza il 25 gennaio 2021, sia per il primo che secondo ciclo. E non perché le scuole non siano luoghi ‘sicuri’, ma perché l’apporto del sistema scolastico allo sviluppo dei contagi va considerato in senso ampio, considerando l’effetto domino che si genera a cascata tra gli alunni, i docenti ed il personale ATA al verificarsi non solo di casi positivi, ma anche di contatti stretti di soggetti positivi.

Su questo adotteremo tutte le forme di interlocuzione, ma anche di protesta, per contrastare una scelta irresponsabile che riprodurrà nel II ciclo le stesse disfunzioni didattiche ed organizzative già sperimentate nel I ciclo. E ciò che è peggio con grave nocumento per la salute dei nostri ragazzi e di tutto il personale della scuola.