Pubblichiamo la lettera inviata al D.G. Palermo e per conoscenza al Ministro dell’istruzione dell’Università e della Ricerca ad estendere erga omnes la sentenza del TAR Lazio n. 6267 del 29 Maggio 2018.

Nonostante Dirigentiscuola abbia tentato in tutti i modi (note 1 e 2) di far notare alla Dr.ssa Palermo che le sue circolari interpretative erano illegittime, c’è voluto il TAR Lazio a dichiararle nulle e a ricordare che i settori formativi sono stati aboliti da anni e che, di conseguenza (….per ius superveniens!), i dirigenti scolastici possono presiedere gli esami di Stato in qualunque istituzione scolastica.

Un’altra anomalia, perpetrata nel tempo con il beneplacito di chi avrebbe dovuto tutelare la categoria, è stata eliminata.

“La Dr.ssa Palermo non ha attenuanti! – stigmatizza il Segretario Generale Fratta – Abbiamo fatto di tutto per farle notare che stava sbagliando. Ma non c’è stato verso. Ha vanificato anche l’istituto dell’informativa. A che serve convocare e sentire le OO.SS. rappresentative se poi, nonostante TUTTE  le sigle presenti, evidenzino perfino delle illegittimità, l’Amministrazione è irremovibile? Possibile che non sorga neanche il beneficio del dubbio? Possibile che non ci si renda conto che si rischia perfino il ridicolo allorquando si ritiene che un dirigente scolastico di un I.C. non può presiedere gli esami di Stato; poi gli viene assegnato un istituto superiore e, automaticamente, è legittimato; dopo un pò di anni gli viene assegnato nuovamente un I.C. e …non ha più le competenze per presiedere gli esami di Stato. Ma lo prevede la legge emanata prima della soppressione dei settori formativi! Ma poi i settori formativi sono stati soppressi…. ma la legge c’é! Abbiamo cercato in tutti i modi di spiegare alla Dr.ssa Palermo il concetto o istituto dell’ ius superveniens, ma non c’è stato verso.    In una qualsiasi “azienda” o sistema un dirigente che sbaglia e fallisce VOLONTARIAMENTE viene rimosso dall’incarico. Alla Dr.ssa Palermo abbiamo consigliato di dimettersi  in modo dignitoso. Chi sbaglia volontariamente e testardamente deve prenderne atto e rassegnare le proprie dimissioni anche per non costringere l’Amministrazione a provvedere d’ufficio. Non può una sola persona condizionare un intero sistema costringendo gli interessati a ricorrere al Giudice per una sentenza ovvia. Come non può convocare a più riprese le OO.SS. rappresentative per non prendere in alcuna considerazioni le loro richieste e prenderle in giro con pseudo concessioni, rimaste inapplicate, perché il sistema non è stato predisposto per le istanze cartacee!”