Giusto poche righe, per doverosa informazione ai soci e alla categoria. E soffocando un atto di istintiva repulsione per le bassezze in cui può sprofondare l’animo umano.

Di certo, in un Paese che dà quotidiana mostra di mandare al macero i basilari principi della logica o che, semplicemente, fa a pugni con il buonsenso, è anche normale che il presidente-proprietario di un sindacato di docenti precari e di altre implausibili sigle, dotato di cospicue risorse negli anni accumulate con il business dei ricorsi collettivi su tutto e sul contrario di tutto, si induca a finanziare il neonato quarantunesimo  sindacatino della dirigenza scolastica: l’UDIR.

Lo si può pure rubricare come Realpolitik il tentativo di  conseguire la rappresentatività – e così potersi sedere a un tavolo negoziale da docente – in un’area della dirigenza, dopo aver  ripetutamente fallito nel comparto, stimando che la naturale controparte abbia venduto il cervello all’ammasso o che possa essere ammaliata dai ricorsi (gratuiti?) per la perequazione retributiva, in larga parte millantando meriti  impropri su alcune, purtroppo, provvisorie pronunce favorevoli e tacendo bellamente su quelle di gran lunga sfavorevoli.

Affossati i principi del D.L.vo n. 150/2009, si espongono i nuovi ricorrenti al sicuro rigetto dei ricorsi per lite temeraria, con pesanti condanne alle spese.  Solo dopo il pronunciamento della Corte Europea sarà possibile tornare alla carica con i ricorsi, qualora l’Amministrazione disattendesse l’applicazione del pronunciamento. Grazie ai ricorsi già depositati e alla politica di questi anni della DIRIGENTISCUOLA sono stati accesi i riflettori sulla perequazione. Nelle more del pronunciamento della Corte Europea si può percorrere solo la via politica  e sindacale. DIRIGENTISCUOLA si è già mossa in tal senso consegnando la lettera appello e la piattaforma contrattuale, insieme alle firme dei colleghi, al Ministro Fedeli il 22/12/2016. Ora la battaglia si sposterà al tavolo negoziale appena si inizierà a discutere del rinnovo del CCNL della nuova AREA ISTRUZIONE E RICERCA. DIRIGENTISCUOLA, che grazie alla rappresentatività raggiunta, siederà al tavolo farà la sua parte fino in fondo. C’è da augurarsi che la facciano anche coloro che, finalmente, hanno iniziato a parlare di emergenza salariale per i dirigenti scolastici e che da sempre ritengono che la perequazione è obiettivo irrinunciabile.  Di questo ha bisogno la categoria non del quarantunesimo sindacato.

E’ già miseramente naufragato il tentativo di fondare un altro sindacato della dirigenza scolastica (DIRCONF) all’interno di una stessa confederazione, quasi copiandoci  la nostra sigla (DISCONF) con chiaro scopo confusivo.

Ma si configura oggettivamente vero e proprio comportamento delinquenziale  quello di chi, dopo aver subìto una sequela di espulsioni ovunque abbia messo piede, è stato cacciato da DIRIGENTISCUOLA-Di.S.Conf. ed ora, nella sua nuova veste di Consulente nazionale UDIR-Confedir, propaggine dell’ANIEF, continua a rivolgersi ai nostri soci, dei quali conserva abusivamente gli indirizzi, spargendo a piene mani falsità e ignoranza, da ultimo invitandoli a un Convegno nazionale di Palermo per discutere su come migliorare le loro posizioni stipendiali, completamente(?) spesato dall’ANIEF e con la promessa di rilascio di certificazione di crediti per la formazione!

Tanto dovevamo, non per dubitare dell’intelligenza dei suoi interlocutori, ma per renderli avvertiti  della cifra di un signore che già abbiamo provveduto a denunciare in sede civile e penale, per appropriazione indebita, truffa, falsificazione di bilanci e violazione della normativa sulla privacy.