In data 30 ottobre u.s. è stato pubblicato, in Gazzetta Ufficiale, il decreto legge n. 126 del 29 ottobre 2019 (cosiddetto salvaprecari bis), recante misure di straordinaria necessità ed urgenza in materia di reclutamento del personale scolastico e degli enti di ricerca e di abilitazione dei docenti. Come si evince dalla premessa, il decreto legge che, ricordiamo, è provvisoriamente efficace ma necessita di conversione in legge entro 60 giorni dalla sua pubblicazione, è finalizzato, tra l’altro, a porre rimedio alla grave carenza di personale di ruolo e ad introdurre disposizioni atte a garantire il corretto svolgimento dell’attività amministrativa nelle istituzioni scolastiche. Vengono, inoltre, previste disposizioni in materia di reclutamento del personale dirigenziale scolastico e tecnico dipendente dal MIUR. Se ne sintetizzano, di seguito, i punti salienti.

Disposizioni urgenti in materia di reclutamento e abilitazione del personale docente nella scuola secondaria.

È prevista l’indizione di un concorso straordinario abilitante per titoli ed esami, da bandire contestualmente a quello ordinario entro il 2019, riservato ai docenti di scuola secondaria che, tra l’anno scolastico 2011/2012 e l’anno scolastico 2018/2019, abbiano svolto almeno tre annualità di servizio su posto comune o posto di sostegno. Il servizio prestato nelle scuole statali consentirà di partecipare ad una procedura finalizzata alla compilazione di una graduatoria di vincitori per le assunzioni a tempo indeterminato ovvero al solo conseguimento dell’abilitazione per coloro i quali, pur non essendo utilmente collocati in graduatoria, avranno conseguito nella prova scritta un punteggio minimo di sette decimi, unitamente ad ulteriori requisiti (contratto di docenza in essere, possesso di 24 CFU/CFA nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche, superamento di una prova orale).

Per i docenti che abbiano prestato il relativo servizio nelle scuole paritarie sarà, invece, possibile il solo conseguimento dell’abilitazione.

La procedura sarà organizzata su base regionale.

Disposizioni in materia di reclutamento del personale dirigenziale scolastico e tecnico.

Il decreto legge n. 126 va a modificare l’articolo 29, co.1, del D.Lgs. 165/01 che, nel disciplinare i concorsi per la dirigenza scolastica, ne prevede il reclutamento attraverso un corso-concorso finalizzato allo svolgimento di un periodo di formazione e tirocinio previo superamento di una prova scritta ed orale. Giudicando la procedura lunga e complessa, già nel mentre dello svolgimento dell’ultimo concorso, da poco conclusosi, il decreto legge n. 135/2018 aveva abbreviato la procedura prevedendo che gli aspiranti al corso di formazione venissero dichiarati di rettamente vincitori. Il legislatore è, ora, intervenuto per generalizzare quest’assetto, facendo riferimento ad un concorso selettivo per titoli ed esami, organizzato su base regionale (non più, quindi, corso-concorso), con prove scritte ed orali per il cui superamento è previsto un punteggio minimo di sette decimi o equivalente, e la previsione di moduli formativi da svolgersi nei due anni successivi alla conferma in ruolo.

Il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca è inoltre autorizzato a bandire un concorso per titoli ed esami per il reclutamento, a decorrere da gennaio 2021, di cinquantanove dirigenti tecnici.

Disposizioni in materia di rilevazione biometrica delle presenza del personale scolastico.

Vengono apportate modifiche all’articolo 2 della legge n. 56/2019 (cosiddetto ddl concretezza voluto dall’allora ministro Bongiorno), escludendo, così, il personale degli istituti scolastici ed educativi, nonché i dirigenti scolastici, dal controllo biometrico delle presenze. Si supera, finalmente, una previsione normativa che, a giusto titolo, aveva scatenato nella categoria malcontento ed indignazione, in quanto ritenuta ingiustificatamente vessatoria e punitiva.

Ulteriori previsioni.

Tra le altre previsioni del decreto legge, si segnalano, in particolare, l’estensione del bonus per la valorizzazione dei docenti, previsto dalla legge n. 107/2015 per i soli docenti di ruolo, anche ai docenti precari che abbiano un contratto annuale o al termine delle attività didattiche e la proroga delle graduatorie di merito del concorso 2016.

Particolarmente contestate dai sindacati di comparto sono sia l’esclusione dei diplomati magistrali dalla possibilità del conseguimento dell’abilitazione, quanto quella del personale amministrativo che abbia ricoperto l’incarico di DSGA per almeno tre anni, ma che non sia in possesso della laurea, dal relativo concorso riservato. Si conferma, ancora una volta, la politica dequalificante delle OO.SS di comparto che, pur di tutelare, a proprio vantaggio, categorie prive delle adeguate competenze, insistono nel deplorevole tentativo di calpestare qualsivoglia approccio meritocratico del legislatore.