La posizione di Dirigentiscuola sulla Valutazione dei Dirigenti scolastici è quella emersa nell’incontro a Rimini del 21 e 22 maggio scorso.

Il sistema di valutazione dell’operato dei Dirigenti Scolastici, Legge 124/2015 – Legge Madia che recepisce l’art. 45 della legge «Brunetta», prevede incentivi crescenti e riconduce esclusivamente alla retribuzione di risultato che non solo è poco pensionabile, ma è anche di poca consistenza.

A fine settembre i Dirigenti Scolastici firmeranno un contratto dove troveranno inseriti gli obiettivi di miglioramento che saranno di tre tipi:
1. obiettivi generali individuati dal Ministero;
2. obiettivi legati alle specificità del territorio individuati dagli USR;
3. obiettivi specifici sulla scuola che deriveranno dal RAV dell’istituto che il dirigente dovrà guidare.

Un apposito nucleo di esperti compilerà la valutazione dei dirigenti con un esito che potrà andare dal mancato raggiungimento degli obiettivi al completo raggiungimento.

È lecito chiedersi se sia legittimo procedere su questa strada senza aver avviato la contrattazione, inserendo norme e modalità da attuare. Se sia legittimo procedere all’incremento della retribuzione di risultato postulato dall’articolo 45 del D.L.vo 150/89, in assenza del nuovo CCNL. Se alla fase di valutazione parteciperanno tutte le scuole. Se saranno valutate anche le scuole in fase iniziale, per le quali si potranno «misurare» i progressi raggiunti al netto dell’autovalutazione prevista dal RAV.

Le due domande che sorgono spontanee e le cui risposte preoccupano non poco sono:
1. a che titolo e con quali modalità verranno coinvolti docenti, alunni e genitori?
2. da che persone saranno costituiti i nuclei di valutazione?

Da parte nostra siamo certi che non resteremo arroccati in una posizione di retroguardia e non saremo pregiudizialmente contrari alla valutazione dell’operato dei Dirigenti Scolastici, ma cercheremo chiarezza negli obiettivi, certezza e imparzialità nella valutazione.

Siamo certi che rifiuteremo categoricamente che la valutazione possa prevedere un parere dei docenti, degli alunni o dei genitori.

Siamo disponibili ad offrire spunti di riflessione al Ministro Giannini e al C.S.P.I. circa i rischi derivanti dalla valutazione del R.A.V., che se strutturato per volare basso, sicuramente consentirebbe di raggiungere tutti gli obiettivi della valutazione positiva, tranne quello fondamentale di una scuola di qualità.