In data odierna, su convocazione ad horas, si è svolto il previsto incontro presso il Ministero per la definizione delle attività legate al PAI (Piano degli apprendimenti individualizzato) e conseguenti aspetti retributivi.

In rappresentanza del MIUR il Capo Dipartimento M.Bruschi che in apertura di seduta ha esplicitato i contenuti della nota ministeriale circolata in bozza e nella quale si forniscono dettagli esplicativi sull’annosa questione inerente la remunerazione delle attività di inizio anno scolastico legate al PAI.

 

LA POSIZIONE DELL’AMMINISTRAZIONE

In premessa il Capo Dipartimento ha comunicato il disappunto nel dover ancora una volta constatare come  una bozza riservata sia stata diffusa sui social.  Successivamente, nel richiamare i contenuti dell’OM. 16 maggio 2020, n.11, applicativa del DL. 8 aprile 2020, n.22 il Capo Dipartimento ha confermato che le attività concernenti PIA e PAI possono svolgersi a partire dal 1 settembre e, se necessario, nel corso di tutto l’anno scolastico 2020-2021, secondo tempi, forme e modalità stabilite dalle singole autonomie scolastiche e che le stesse debbano intendersi quali attività ordinarie, così come previsto dall’art.1, comma 2 del DL. 8 aprile 2020, n.22, da collocarsi, pertanto, nell’alveo degli adempimenti contrattuali ordinari correlati alla funzione docente e non automaticamente assimilabili ad attività professionali aggiuntive da retribuire con emolumenti accessori. Questo solo per il periodo dal 1 settembre sino all’inizio delle lezioni, così come previsto dai calendari regionali. Dovendosi, invece, attingere dalle eventuali economie degli esami di Stato, o a quelle del FIS dell’a.s. 2019/2020 o del MOF ordinario 2020/2021, per le attività successive all’inizio delle lezioni.

Dal combinato disposto dell’art.1, commi 1 e 9 del DL.22/2020, quest’ultimo aggiunto in sede di conversione del decreto legge, si evidenziano due momenti distinti: prima e dopo l’inizio delle lezioni con le conseguenze contrattuali e retributive sopra evidenziate. D’altronde la stessa locuzione attività ordinaria, come in passato, pur dando adito alle più disparate e variegate interpretazioni, ha sempre garantito (vedasi PROVE INVALSI) l’erogazione della prestazione docente senza riconoscimento di compensi accessori.

 

LA POSIZIONE DI DIRIGENTISCUOLA

Pur non sottacendo aporie normative tra la nota ministeriale e le disposizioni pattizie, il Presidente nazionale Attilio Fratta, nel condividere le indicazioni dell’amministrazione, ha ribadito la posizione della DIRIGENTISCUOLA in merito alla vexata quaestio, evidenziando che i dirigenti scolastici hanno bisogno di chiarezza e certezza onde evitare che si scateni la macchina delle diffide e dei ricorsi all’uopo organizzati.  Ha invitato le OO.SS. di comparto affinché non si attivino comportamenti di tal fatta. Invito rimandato subito al mittente dalle suddette OO.SS. che hanno in maniera manifesta richiesto di ritirare la nota su citata, onde evitare sicuri ricorsi al giudice del lavoro ‘scuola per scuola’!

A fronte di tale affermazione dove, da un lato si afferma di voler contribuire ad un sereno avvio dell’anno scolastico, e dall’altro, in maniera esplicita, si ‘minaccia’ di subissare le scuole di migliaia di ricorsi, DIRIGENTISCUOLA ha deciso di abbandonare la seduta alla luce della manifesta volontà dei partecipanti al tavolo (leggasi OO.SS nel contempo di comparto) di voler costruire un percorso condiviso.

 

CONCLUSIONI

L’amministrazione, nel mantenere ferme le proprie posizioni, si è riservata comunque, quale ulteriore tentativo di mediazione, di sentire il decisore politico in merito alle richieste avanzate nel suddetto incontro. La DIRIGENTISCUOLA ha ribadito la necessità di indicazioni ministeriali chiare ed inequivocabili che non espongano la categoria a diffide, ricorsi e quant’altro.