In data 30 ottobre, alle ore 11:00, si è svolto in modalità telematica l’incontro programmato dal Dipartimento per le risorse umane e finanziarie, che ha convocato il Tavolo Nazionale Permanente (d’ora in poi Tavolo), come previsto dal Protocollo d’intesa per garantire l’avvio dell’anno scolastico nel rispetto delle regole di sicurezza per il contenimento della diffusione di COVID 19. Presente al Tavolo coordinato dalla Dott.ssa Giovanna Boda anche il D.G. Jacopo Greco.

La Dott.ssa Boda ha ringraziato in premessa i dirigenti scolastici, i docenti e il personale amministrativo, tecnico ed ausiliario per l’incredibile sforzo profuso da tutte le scuole, senza distinzione, per garantire una ripresa non facile dopi i mesi del lockdown che, per prioritarie esigenze di tutela della salute, hanno reso obbligatoria l’adozione della didattica a distanza, ovviamente non senza criticità per la fasce più fragili della popolazione studentesca.

Subito dopo il focus del confronto è stato posto sui due punti all’O.d.G.:

  • problematiche e criticità emergenti dal territorio relative allo svolgimento dell’a.s. 2020/2021;
  • andamento della situazione epidemiologica nelle istituzioni scolastiche.

Tra le diverse criticità emergenti nell’attuale contesto di rapida ed accentuata ripresa dei contagi, che registra già le prime ordinanze di chiusura delle scuole da parte dei Governatori della Regione Campania e della Regione Puglia, la dott.ssa Boda ha evidenziato, in particolare, due tematiche di particolare urgenza nel contesto emergenziale in cui il Tavolo è stato convocato per la ripresa dei lavori.

I chiarimenti forniti in premessa dall’amministrazione per orientare i successivi interventi dei rappresentanti delle sigle sindacali convenute, partendo dalla “presa d’atto” del progressivo e rapido mutare degli scenari epidemiologici a livello locale, convergono sulle criticità correlate alla tutela delle situazioni di particolare fragilità in tutti i casi in cui si sono già stati adottati ed in quelli in cui si adotteranno provvedimenti di chiusura.

Il primo accento è posto dalla dott.ssa Boda sulla tutela del diritto allo studio ed, in senso più ampio e coerente, del diritto all’inclusione degli alunni disabili e con gravi disturbi dell’apprendimento che rendono oggettivamente penalizzante il ritorno alla didattica a distanza.

Non di minoritaria importanza le situazioni di fragilità sociale che – a scuole chiuse – destano una giustificata preoccupazione per i minori che vivono in contesti di accentuata deprivazione e disagio, ai quali deve essere rivolta una speciale attenzione per evitare che il ritorno alla didattica a distanza possa accrescere i rischi di abbandono, dispersione e devianza.

L’intervento di DIRIGENTISCUOLA al Tavolo è stato centrato su una questione di “metodo” nell’approccio alla risoluzione dei problemi che si ripresentano, certo, in questa seconda ondata di forte e rapida ripresa dei contagi, ma pur sempre con una diversa conoscenza ed un’esperienza pregressa da valorizzare.

DIRIGENTISCUOLA ha posto l’accento in prima battuta sull’importanza della “chiarezza” nella comunicazione e nella lettura dei dati del contagio nelle scuole, che oggi sono disponibili grazie alle rilevazioni aggiornate ad inizio di ogni settimana dalle diverse istituzioni scolastiche. Oggi sappiamo con quale “velocità” il Covid entri nelle scuole e sappiamo anche dire “se e come” si diffonda all’interno e all’esterno della comunità scolastica.  E’ essenziale in questa fase, prima di abbozzare ogni altro ragionamento e correlata proposta, rendere noti i “numeri” dei contagi nelle scuole. Solo partendo dall’analisi di questi dati oggettivi, da comparare con quelli del contagio nel contesto territoriale di riferimento delle scuole, sarà possibile ristabilire un principio di chiarezza e di non contraddizione tra le prime tesi e antitesi – già mediaticamente in circolo – dell’impatto dell’apertura delle scuole sulla ripresa dei contagi. La dialettica “Lopalco vs. Arcuri” è il paradigma della “confusione” mediatica da evitare. Perché la storia del Covid-19 ci ha già insegnato che spesso la confusione e la contraddizione sul piano della comunicazione scientifica amplifica inevitabilmente l’impatto distruttivo del virus.

DIRIGENTISCUOLA ha proposto di non cedere alla tentazione di disperdere, con decisioni non sottoposte al vaglio del “dato” del contagio, gli sforzi sino ad ora sostenuti dalle scuole per mettere a disposizione degli alunni ambienti di apprendimento in cui non solo si ripristina la continuità interrotta dei processi inclusivi, educativi e formativi, ma nei quali e grazie ai quali si sono create le migliori condizioni per l’accoglienza in sicurezza delle bambine e dei bambini, della ragazze e dei ragazzi, che proprio nella scuola vengono educati – anche –  ad apprendere gli atteggiamenti adatti a contrastare la diffusione della pandemia, divenendo da soggetti educati soggetti educanti in ambito familiare e sociale. E’ necessario in questa fase saper leggere i dati e saper di conseguenza “differenziare” i contesti scolastici in almeno tre fasce: quello delle scuole a basso rischio, a medio rischio ed a forte rischio. Se per le ultime la chiusura può essere una decisione inevitabile, per le prima la stessa decisione semplicemente “traslata” è destinata a produrre più danni che benefici.

Alle scuole non può e non dovrebbe, inoltre, essere “presentato il conto” di problematiche importate dal “contesto” esterno, che devono essere affrontate e risolte là dove si presentano. A monte e non a valle, in altri termini. La razionalizzazione dei servizi di trasporto ancora non compiutamente affrontata e risolta, al pari della difficile attivazione della necessarie sinergie tra i diversi “attori” in scena in ambito sanitario: MMG, PLS, DDP delle ASL, sono esempi di criticità aperte da risolvere nel giusto alveo decisionale, a garanzia della continuità dei processi educativi e formativi e di inclusione ed integrazione.

Una seconda parola forte sulla quale DIRIGENTISCUOLA ha ritenuto di doversi soffermare in tema di scelte di metodo è la parola “sicurezza”. In un contesto di criticità così accentuato le misure “pensate” nella pausa estiva devono essere necessariamente ed urgentemente rifasate con un innalzamento del livello dell’asta della sicurezza ed un aggiornamento dei protocolli di sicurezza.

La tenuta delle scuole sino ad ora è stata resa possibile oltre che dalle misure di distanziamento, igiene e protezione individuale, anche dalla possibilità di svolgere le lezioni con una “finestra” tenuta quasi sempre aperta in ogni aula. La possibilità di “diluizione” della carica batterica che nelle scuole ormai “entra”, resta un punto di fondamentale importanza e non pochi sono i timori degli addetti ai lavori per quello che potrebbe verificarsi a breve quando le temperature esterne costringeranno a sporadici ricambi di aria nelle classi, non privi peraltro di problemi correlati alle parallele precauzioni da assicurare per evitare di far raffreddare alunne e alunni, con le complicazioni che è facile immaginare.

Ugualmente importante è la razionalizzazione della distribuzione delle mascherine da parte della protezione civile, che deve essere differenziata non solo per le diverse fasce di età degli studenti, ma anche per le diverse tipologie di “rischio” essendo di tutta evidenza che per insegnati di sostegno e dell’infanzia le FFP2 debbano sostituire le inadeguate chirurgiche ed essere anche affiancate da visiere protettive facciali e camici lavabili. Stesse misure sono da garantire per il personale ausiliario impegnato nell’igienizzazione dei locali scolastici e delle attrezzature ed arredi.

Un terzo ma non ultimo o meno importante elemento da attenzionare è la realizzazione dei tamponi rapidi per la popolazione studentesca e scolastica, in luogo dei tamponi che richiedono tempi più lunghi di lavorazione o – peggio – dei test sierologici che sono assolutamente inadeguati e anzi controproducenti, per l’incertezza che veicolano sia in caso di esito positivo che negativo ed il correlato residuo rischio di mancata individuazione tempestiva di asintomatici.

L’esperienza di questi primi mesi ci porta a dire che se le scuole si vogliono, come di dovrebbe e si auspica, mantenere aperte occorre ripensare ed adeguare l’intero sistema della sicurezza.

L’ultimo aspetto di metodo sul quale DIRIGENTISCUOLA ha insistito è quello delle “sinergie” che è essenziale attivare ed implementare tra i diversi settori istituzionali coinvolti ed i diversi attori in scena. Se potessimo soffermarci sull’analisi delle scuole che affrontano con “successo” le complesse sfide dell’educazione in presenza ai tempi del Covid-19, con ogni probabilità ci troveremo di fronte a scenari in cui le necessarie sinergie, quanto meno tra scuola – enti locali e sistema sanitario, si sono ben attivate. Viceversa le situazioni di maggiori difficoltà e criticità sono quelle in cui le scuole sono state lasciate “da sole” a dover surrogare non senza difficoltà decisioni che devono essere necessariamente affrontate nella giusta sfera di competenza. In questo senso è necessario rilanciare con un taglio fortemente operativo anche i tavoli regionali, oltre a quello nazionale, proprio per “catalizzare” le necessarie collaborazioni istituzionali senza le quali le scuole non potranno affrontare la sfida più importante: restare aperte dopo la ripresa di settembre.  Il Ministero dell’istruzione resta il soggetto privilegiato per favorire la stesura di protocolli d’intesa, snelli ed improntati al conseguimento di obiettivi sostenibili oltre che strategici alla tenuta del sistema.

La sfida di mantenere le scuole aperte nel segmento dell’infanzia e del I Ciclo e di ritornare ad una diversa presenza anche nel II Ciclo potrà essere vinta solo se si attivano le “sinergie” necessarie ad affrontare le sfide di un’emergenza complessa.

Per ritornare a convergere sui punti posti all’ordine del giorno, ad esempio, solo grazie a protocolli di intesa e linee guida che portino la scuola e cooperare con le strutture dei Servizi Sociali, capillarmente diffuse a livello territoriale, sarà possibile approntare una progettualità di dettaglio, necessariamente curvata sulle esigenze dei contesti locali, che attivi la rete necessaria a tutelare gli alunni più svantaggiati e più fragili.

Nell’incontro è stato affrontato anche il problema del cd. “Organico Covid-19” anch’esso di importanza strategica per la risoluzione delle criticità evidenziate in questa fase emergenziale.

 In chiusura dei lavori è stato confermato l’impegno di aggiornamento settimanale del Tavolo secondo un calendario delle convocazioni che affronti per ordine tematico le criticità da affrontare, ampliando la partecipazione ai rappresentanti dei ministeri, del CTS e delle istituzioni chiamate a cooperare con la Scuola per la tenuta del sistema.