Si è tenuta in modalità a distanza l’informativa del MI sul disegno di legge di bilancio, a rappresentare l’amministrazione il Capo di Gabinetto dr. Fiorentino e il capo della segreteria del Ministro dell’Istruzione dr. S. Milazzo che ha illustrato i principali interventi e investimenti previsti nella legge per il settore istruzione.

  • Aumento degli organici per il sostegno fino a 25.000 unità, senza trascurare il problema della specializzazione, in accordo col ministro Manfredi, la formazione e gli ausili per gli studenti;
  • a partire dal 2021 investimento di 10 milioni per la formazione docenti che si aggiungono al recovery fund;
  • conferma dei contratti dei 1000 assistenti tecnici nelle scuole del 1° ciclo fino alla fine dell’anno e messa a regime per il prossimo anno;
  • conferma dei contratti personale internalizzato collaboratore scolastico fino alla fine dell’anno e per il prossimo anno;
  • incremento dell’ organico dei docenti di potenziamento della scuola dell’infanzia;
  • investimenti per il settore zero sei di concerto con il ministero della famiglia;
  • investimenti per i trasporti stanziati ai comuni e alle regioni;
  • investimenti per l’edilizia e proroga di un anno dei poteri commissariali attribuiti agli Enti Locali per consentire di utilizzare i finanziamenti.

Si è aperto il consueto giro di tavolo e i rappresentanti sindacali hanno preso la parola, peccato che nessuno ha nemmeno ha parlato dei problemi dei  dirigenti scolastici che sono  sommersi dalle responsabilità, restano al lavoro fino a sera, sacrificando la famiglia e mettendo a rischio anche la salute con spirito di sacrificio e un altissimo senso dello Stato. Mai come in questo periodo di pandemia, con i mille problemi che si presentano ogni giorno, è stata tanto fondamentale la figura e l’impegno del dirigente per il funzionamento della scuola, servizio indispensabile per la società civile. Il Presidente Fratta è intervenuto con decisione per tutelare la categoria soffermandosi nel suo intervento in particolare su tre punti e chiedendo, preliminarmente la cancellazione dell’art. 163 che, surrettiziamente, prevede il rinvio della rilevazione della rappresentatività al 31/12/2021, criticando la solerzia del Governo nell’accogliere la proposta presentata sottobanco da chi vuole conservare rendite di posizione.

  1. Stanziamento dei fondi per tenere fede ad un impegno già assunto dal Governo: l’allineamento delle retribuzioni dei Dirigenti scolastici a quelli degli altri dirigenti di pari fascia. La legge finanziaria del 2018 prevedeva, a partire dal 2020, lo stanziamento di 96 milioni l’anno. La nuova  legge di bilancio non prevede niente! Noi non chiediamo AUMENTO ma ALLINEAMENTO, ovvero pari DIGNITA’.  Basta ALLINEARE le retribuzioni degli altri dirigenti di pari fascia e la DIGNITA’ sarà recuperata!!
  2. Fun. Con i 13,1  milioni appena recuperati è stata colmata l’incapienza  degli anni 2017/2018 e 2018/2019.  Sono necessari 20 milioni per l’anno 2019/20 e per l’anno 2020. Sono stati assunti oltre 2.000 nuovi dirigenti. Senza lo stanziamento di 20 milioni l’anno la situazione sarà drammatica: chi ha già percepito dovrà restituire! Il sistema del finanziamento del FUN va cambiato condannando coloro che l’hanno inventato e coloro che lo hanno approvato e sostenuto salvo poi ogni anno a lamentare l’incapienza. Questa è un’altra prerogativa dei soli Dirigenti scolastici.
  3. Abolire lo scempio delle scuole sottodimensionate, prive di dirigente, che ha portato al proliferare delle reggenze. Una delle evidenze della drammatica situazione che stiamo vivendo è che una scuola acefala o con un dirigente a “mezzo servizio” non può assolutamente andare avanti, basta scendere a 599 alunni e la scuola perde l’autonomia e intanto si consente il funzionamento di scuole anche con 1500 alunni. Con una legge finanziaria è stato previsto il sottodimensionamento, con un’altra legge finanziaria, quella in discussione, si deve abrogare. Obiettivo: UNA SCUOLA UN DIRIGENTE.

Il presidente Fratta : “è una vergogna che mentre  si tutelano tutte le categorie  non si pensa ai dirigenti che senza adeguati investimenti rischiano di perdere addirittura parte della retribuzione a fronte di un lavoro che è diventato massacrante, tant’è che moltissimi vincitori di concorso hanno perfino rinunciato all’incarico. Non solo perché non vogliono andare al nord, come sostiene il Presidente dell’Anp. Essere stati costretti ad abbandonare  figli, coniugi e, perfino, famigliari da assistere per una retribuzione da pezzenti ha indotto molti a rinunciare, ma ha anche costretto oltre un altro migliaio ad un esilio a tempo indeterminato.  Il tutto perché, ed è ora di ridirlo forte e chiaro, l’allora Capo dipartimento non ha voluto prendere in considerazione i criteri proposti da DIRIGENTISCUOLA e non perché non erano legittimi, ma, come la stessa ha poi ammesso, perché non poteva mettersi contro le altre OO.SS.!! Costringendo, così, l’attuale Capo dipartimento a reiterare gli stessi criteri per evitare migliaia di ricorsi, salvo a dover riaffidare tutti gli incarichi.  Di questo scempio nessuno è responsabile, nessuno paga perché la casta è casta! “

In allegato l’audio dell’intervento del presidente Fratta.