Si è tenuto il previsto incontro del tavolo nazionale venerdì 13 coordinato dal capo dipartimento dr.ssa G.Boda e nei prossimi giorni si attiveranno anche i tavoli regionali previsti dal protocollo .

Si è aperta un’ampia discussione sulle problematiche inerenti il funzionamento del settore zero-sei in questo periodo, in particolare in riferimento ai lavoratori fragili.  Dirigentiscuola ha subito messo in chiaro che i dirigenti scolastici non possono e non devono disporre quarantene per alunni e personale in quanto il compito è affidato dai documenti tecnici e dalla legge al dipartimento di prevenzione e qualsiasi provvedimento non rispettoso delle norme è illegittimo. Il ritardo e l’inefficienza del DdP non può assolutamente ricadere sulle spalle del dirigente che ha già troppo responsabilità e affronta mille difficoltà ogni giorno.

La situazione epidemiologica è fortemente mutata rispetto all’inizio dell’anno scolastico, si è reso necessario prevedere l’uso della mascherina anche al 1 ciclo, in posizione statica con la distanza di un metro tra le rime buccali per cui Dirigentiscuola chiede che il CTS esamini di nuovo la situazione di docenti e educatori del settore zero-sei per cui sarebbe opportuno prevedere l’utilizzo delle mascherine FFP2 naturalmente fornite dal commissario Arcuri perché le scuole non hanno i fondi necessari e perché la fornitura dei DPI è in carico già al commissario. I bambini non usano mascherine, non è possibile, per varie ragioni, mantenere il distanziamento sociale e i casi di positività tra i docenti dell’infanzia sono in aumento per cui in un certo senso i lavoratori di questo settore  sono tutti un po’ “fragili”  e vanno protetti con i mezzi e i DPI più adatti.

I dirigenti si sono spesso ritrovati a leggere certificazioni dei medici competenti incomplete, poco chiare o in qualche maniera non adatte al settore scuola per cui sarebbe opportuna un’informativa ai medici competenti con direttive chiare e uguali per tutti. Le “bolle” nella scuola statale sono stabili, l’unico cambiamento è determinato dall’inserimento di una nuova figura adulta in caso di sostituzioni del personale assente ma questo viene segnalato nei tracciamenti. La pressante richiesta delle famiglie  di attivazione del servizio di pre-scuola e post-scuola ha determinato la costituzione di “bolle” troppo ampie che portano alla quarantena di molti soggetti tra adulti e bambini in caso di positività e questo non agevola il funzionamento. Nelle mense, tra un gruppo e l’altro di bambini che si avvicendano per il pasto, i collaboratori provvedono a pulire e sanificare, in caso di positività al covid vengono predisposte sanificazioni straordinarie dei locali a cui il soggetto positivo ha avuto accesso. Tutte le misure previste dal protocollo anticontagio vengono rispettate. Si registra, però, una grande difficoltà a reperire supplenti specialmente nelle regioni già storicamente afflitte da questo problema e cioè le regioni del nord, per cui diventa sempre più difficile garantire il tempo scuola previsto dal curricolo.

La dr.ssa Persichino (INAIL) interviene per fornire chiarimenti in merito al periodo di comporto per la malattia dei lavoratori fragili. L’art.26 del DL 18/2020 aveva previsto una particolare tutela per i lavoratori fragili, (no comporto) specificando che si trattava di malati in possesso  del  riconoscimento  di  disabilità  con  connotazione  di gravità ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della  legge  5  febbraio 1992, n. 104, e lavoratori  in  possesso  di  certificazione rilasciata  dai  competenti  organi  medico  legali,  attestante  una condizione di rischio derivante da immunodepressione o  da  esiti  da patologie  oncologiche  o  dallo  svolgimento  di  relative   terapie salvavita in periodo di lock down.  In seguito è stato chiarito anche la questione dell’età dei cosiddetti lavoratori fragili e la nota Bruschi ha esplicitato le procedure per l’individuazione la loro individuazione,  questa categoria si è molto ampliata rispetto alla fase iniziale della pandemia. La materia è in evoluzione e potrebbero esserci ulteriori chiarimenti. La dr.ssa Boda chiede ai partecipanti di farsi portavoce al tavolo nazionale delle problematiche che emergono nelle varie regioni.