A ridosso della diffida inoltrata da DIRIGENTISCUOLA al D.G. dell’USR Veneto per la riluttanza alla ripresa delle trattative relative al FUN degli anni 2017/2018 e 2018/2019, pare che qualche sigla sindacale abbia fatto circolare notizia di voler avviare dei ricorsi-pilota per risolvere la questione legata alla mancata corresponsione della retribuzione di posizione parte variabile. Lodevole spirito filantropico…o maldestro tentativo di dare risposte ai propri soci a fronte del fervido attivismo dell’avversario?

Il dubbio sorge da alcune riflessioni che vorremmo condividere con i nostri lettori. Un ricorso presuppone l’esistenza di un ricorrente – è lapalissiano – che assuma di essere stato leso in un diritto, in questo caso il diritto alla retribuzione. Ebbene: questo ricorrente può essere solo il lavoratore, quindi come può un’organizzazione sindacale asserire di voler avviare dei ricorsi-pilota senza richiedere il necessario mandato alle parti lese, uniche aventi titolo all’azione in giudizio? Di che bizzarra iniziativa si tratta? O, piuttosto…è a noi che sfugge qualche passaggio?

Ce lo auguriamo vivamente, perché in caso contrario sarebbe l’ennesimo tentativo di mettere l’anello al naso alla categoria: signori, per cortesia, facciamo i seri, non siamo mica a Carnevale!