Che ci avviassimo verso la deriva democratica lo avevamo percepito ma almeno con coerenza non con due pesi e due misure!

DERIVA DEMOCRATICA –  Non solo il Governo viola l’art. 77  della  Costituzione inserendo in un D.L. il rinvio della rappresentatività, che di straordinario e urgente non ha niente, ma addirittura le due commissioni lavoro di Camera e Senato non prevedono  AUDIZIONI. Ecco perché la ministra Dadone, nella nota con la quale comunicava  a  CGIL, CISL e UIL di aver accolto la loro richiesta di rinvio senza sentire tutte le altre confederazioni, aveva messo in CC i due Presidenti, come per dire che  il testo è blindato, quindi  inutile qualsivoglia audizione.

Sic stantibus rebus DIRIGENTISCUOLA ha inviato, e non solo ai due Presidenti, una relazione che dovrebbe indurre gli stessi e la Dadone a cancellare la vergogna, unitamente alla petizione sottoscritta da circa 1.000 colleghi.

DUE PESI E DUE MISURE – Il 31/12/2020 scade il mandato del CSPI. Prima di tale data bisognava eleggere i membri elettivi, ma le elezioni sono state rinviate ad aprile. Ciononostante dall’1/01/2021 si insedierà il nuovo  CSPI introducendo un nuovo meccanismo “IL DISALLINEAMENTO”!  I membri  da non eleggere saranno nominati dal Ministro che evidentemente a mandato scaduto non intende prorogare i membri scelti da altri, per quelli da eleggere ci sarà la prorogatio fino alle elezioni di aprile. Troppo sfacciato oltre che contraddittorio: come si potrà spiegare al Popolo sovrano che ad aprile, alla loro scadenza naturale le elezioni delle RSU non potranno avere luogo mentre quelle dei membri del CSPI si? Meglio rinviare, quindi, le elezioni e rimanere in carica per prorogatio fino alle nuove elezioni. Questo è stato chiesto alla Dr.ssa Palermo nel corso dell’ informativa  inerente l’indizione delle elezioni per aprile. Di certo non può deciderlo la Dr.ssa Palermo che era già pronta a pubblicare l’O.M.  A perorare la richiesta di  rinvio energicamente due componenti del CSPI: la vice Presidente, in quota CGIL, il consigliere in quota ANP….neanche il pudore di astenersi o farlo chiedere ad altri (…visto che con la scusa del Covid possiamo rimanere in carica  perché rinunciare?)

 Perché il Governo non  applica lo stesso principio del DISALLINEAMENTO per la rilevazione della rappresentatività? Le deleghe possono tranquillamente essere conteggiate e certificate! Per le AREE contrattuali la rappresentatività può essere tranquillamente certificata. Per i COMPARTI, nei quali la rappresentatività, per inciucci  – rectius  – accordi consolidati, è data dalla media tra le deleghe e il dato elettorale, si può, per prorogatio utilizzare, fino a nuove elezioni, il precedente dato elettorale….almeno la faccia è salva!!

Se poi  si vuole cogliere l’occasione per eliminare l’inciuccio sarebbe cosa buona e giusta. Questo dovrebbe fare un Governo del cambiamento.  Cosa c’entrano i voti delle elezioni delle RSU con il numero delle deleghe?  La rappresentatività è data SOLO dalle deleghe, come qualsivoglia mandato è dato SOLO dai voti. 

Con questo vergognoso sistema si può diventare rappresentativi anche con poche deleghe. Basta INVESTIRE  nelle elezioni RSU e si diventa rappresentativi magari con i voti di chi ha rilasciato delega ad altra O.S.

Nel COMPARTO ISTRUZIONE E RICERCA, con oltre 1.100.000 dipendenti, per essere rappresentativi con il minimo (5%), occorrono oltre 55.000 deleghe. 

Controllando la vigente rappresentatività dal sito dell’ARAN si verifica agevolmente lo sconcio. Anche in questo siamo UNICI!! Queste sono le vergogne che il Governo dovrebbe eliminare,  non accettare il rinvio della rappresentatività ingannando  il Popolo sovrano rinviando di un anno la rilevazione e tutto ciò che ne consegue. Se la rilevazione continuerà ad essere legata alle elezioni RSU, rinviandole per un altro mandato, ovvero per tre anni, va da se che la prossima rilevazione sarà effettuata fra tre anni….questo il gioco delle tre carte.