Il 4 giugno DIRIGENTISCUOLA formulava gli auguri al neo Ministro Bussetti, chiedendo un incontro, così come hanno fatto tutte le altre OO.SS. rappresentative dell’AREA Istruzione e Ricerca.

Purtroppo, a distanza di oltre 40 giorni, il Ministro non solo non ha riscontrato la nota, quantomeno per ringraziare degli auguri, ma non ha ancora fissato l’incontro non fosse altro che per conoscere i rappresentanti delle OO.SS.

Con la nota allegata DIRIGENTISCUOLA sollecita ed evidenzia l’urgenza dell’incontro riassumendo le priorità e le criticità della dirigenza scolastica.

“Non è dato sapere – sottolinea il segretario Fratta –  perché il Ministro non abbia ancora provveduto a convocare le OO.SS. di AREA. Ci si augura che non lo abbia fatto  per avere prima contezza delle problematiche inerenti la dirigenza scolastica e che provveda il prima possibile. Con lo scioglimento delle Camere e la caduta del Governo e in attesa del nuovo Parlamento, tutti i  tavoli instaurati dopo il sit-in del maggio 2017, sono stati sospesi. Il che non vuol dire che i problemi sono stati risolti, anzi sono aumentati e continuano a covare sotto la cenere con il rischio che esplodano all’inizio del prossimo anno scolastico.  I dirigenti scolastici sono esasperati e disposti  a tutto perfino a consegnare le chiavi delle scuole mettendo a rischio l’apertura delle stesse e l’inizio delle lezioni. DIRIGENTISCUOLA, come le altre OO.SS. di AREA attende un segnale forte da parte del nuovo Ministro. Motivo per il quale ha sollecitato l’incontro con la nota allegata. La categoria ha bisogno di sapere se e come il neo Ministro intende affrontare e risolvere i problemi della categoria a partire dalla modifica del decreto 81 inerente la sicurezza. I dirigenti scolastici non possono continuare a essere i capri espiatori dell’inerzia altrui. Si tratta di una emergenza denunciata e dichiarata al tavolo sicurezza che deve essere affrontata e risolta  ricorrendo a provvedimenti che abbiamo carattere d’urgenza: con il normale iter legis ci vorranno  almeno due anni e la categoria non può attendere oltre.  Idem per il rinnovo del CCNL. Mancano solo 5 mesi dalla scadenza di un CCNL che non è stato ancora firmato!  La categoria ha, quindi, bisogno di sapere quali iniziative il neo Ministro intende intraprendere nei confronti dell’ARAN  che, ad oggi, ancora non ha neanche provveduto a convocare le parti per l’avvio delle trattative, mentre sono già in fase avanzata le contrattazioni per le  Funzioni Centrali e per la Sanità. Il 14 maggio il Presidente Gasparrini chiuse il primo incontro con l’impegno di convocare le parti entro 10 giorni, ovvero entro il  24 maggio!!  Sono passati altri due mesi …e tutto tace! Dobbiamo iniziare a pensare che qualcuno abbia interesse a firmare il CCNL dopo la scadenza rasentando anche il ridicolo e, quindi, dopo la pubblicazione della nuova rappresentatività? Questi giochetti non funzionano più! La categoria ha aperto gli occhi e…sa distinguere il grano dall’oglio!”