Venerdì abbiamo solo dato notizia, senza alcun commento, della convocazione del Ministro Azzolina per il 26 corrente alle ore 10.30, con all’o.d.g. “progetti del Ministero dell’Istruzione relativi al Piano nazionale di ripresa e resilienza”.

Oltre alle OO.SS. rappresentative sia dell’Area che del Comparto, caso pressoché unico nella storia, sono state convocate anche tutte le Confederazioni.

Per lo stesso giorno e per la stessa ora sin dal 12 corrente l’ARAN (evidenziamo che l’ARAN prende iniziative su sollecitazioni del Governo!) ha convocato le stesse confederazioni  “per la prosecuzione del negoziato indicato in oggetto” (Oggetto: Contratto collettivo nazionale quadro per la definizione dei comparti e delle aree per il periodo contrattuale 2019-2021). Delle conseguenze abbiamo già informato la categoria nell’apposito comunicato.

E’ un caso, una coincidenza, una congiuntura astrale? Se così fosse vuol dire che il Ministro dell’Istruzione non era a conoscenza della convocazione dell’Aran. Ovvero la destra non sa quello che fa la sinistra.

Lo sapeva e, comunque, ha convocato le stesse confederazioni? Se così fosse …perché?

Sapendo che in politica non succede niente per caso siamo più propensi a ritenere che sia stato fatto di proposito ed il perché è evidente.

Saremo ben felice di ammettere di aver sbagliato o pensato male e lo sapremo presto.

Sia la Codirp che DIRIGENTISCUOLA hanno segnalato al Capo di Gabinetto la coincidenza dei due eventi. DIRIGENTISCUOLA ha anticipato la comunicazione formale anche per le vie brevi sia al Capo di Gabinetto che al Ministro Azzolina.

A destare sospetti  è anche  l’oggetto della convocazione dell’ARAN: prosecuzione del negoziato per la definizione dei comparti e delle aree…

Il tavolo per la revisione del CCNQ che ci occupa, era stato riaperto oltre un anno e mezzo. La bozza proposta dall’ARAN, che lasciava invariate le Aree, si poteva approvare in cinque minuti. Si trattava solo di prorogare il CCNQ del triennio 2016/2018 per il triennio 2019/2021.  I soliti nemici della dirigenza scolastica, che siedono al tavolo grazie al masochismo di chi glielo consente, proposero lo smembramento l’area Istruzione e Ricerca. Decisa l’opposizione della Codirp, della cui delegazione faceva parte il Presidente di DIRIGENTISCUOLA, Attilio Fratta.

Contestualmente si stava discutendo anche il  CCNQ relativo alle prerogative sindacali che interessava soprattutto chi, avendo aumentato la propria rappresentatività o essendo diventato rappresentativo, voleva vedersi riconoscere  le maturate prerogative sindacali (distacchi, permessi, ecc…).  Alla fine si raggiunse un compromesso: approvazione del CCNQ relativo alle prerogative sindacali senza apportare alcuna modifica al CCNQ inerente l’accorpamento delle Aree e dei Comparti, rinviando, di conseguenza, la discussione del CCNQ inerente le Aree e i Comparti.

A distanza di oltre un anno e mezzo, in piena crisi politica, con la pandemia in atto, in vista della riapertura del tavolo per la revisione dei CC.NN.LL. , ottenuto anche e vergognosamente il rinvio della rappresentatività, inaspettatamente l’ARAN convoca le confederazioni per la prosecuzione del negoziato per la definizione dei comparti e delle are per il periodo contrattuale 2019/2021 .  Strategia e obiettivo sono chiarissimi e li abbiamo analizzati nel relativo comunicato.

Se la dirigenza scolastica sarà ricollocata nella ex riserva indiana i danni saranno gravissimi e irreversibili. La categoria deve mobilitarsi, a prescindere dall’appartenenza sindacale.

Ogni dirigente deve, anche a costo di revocare le deleghe, chiedere – se non imporre –  alla propria O.S.  di non smembrare l’AREA Istruzione e ricerca. Il problema non interessa i soli iscritti a DIRIGENTISCUOLA.

“Non mi stancherò mai di ripeterlo –  conclude il Presidente Fratta – fino a quando i colleghi dirigenti, che non hanno ancora aperto gli occhi, non capiranno che devono essere uniti in un’unica O.S. di categoria e che le OO.SS. del comparto e quelle gialle, non potranno mai interessarsi dei problemi della dirigenza, il mondo non cambierà, la categoria sarà sempre più vessata con una retribuzione pari alla metà di quella dei colleghi di pari fascia. I numeri parlano da soli e con i numeri la logica degli equilibri.”