Siamo perfettamente consapevoli che la contrattazione decentrata è prerogativa dei  soli sindacati sottoscrittori  del CCNL: anche se vorremmo conoscere il fondamento normativo che in passato ha consentito la piena partecipazione, sempre in sede di contrattazione integrativa, di sigle prive della predetta legittimazione a monte; e le ragioni per le quali  soggetti rappresentativi di lavoratori rifiutano ora – anche con atti di diffida indirizzati all’Amministrazione controparte – il rinforzo di un’associazione sindacale oggi parimenti rappresentativa, per l’appunto DIRIGENTISCUOLA-Di.S.Conf.

Ciò che invece lascia stupefatti è lo stravagante significato che si vorrebbe ascrivere al carattere provvisorio dei dati  della rappresentatività pubblicati dall’ARAN il 14 luglio 2016, per precludere a DIRIGENTISCUOLA ogni interlocuzione con l’Amministrazione, sia centrale che periferica, non tanto e non solo in materia di contratti integrativi in corso, di mobilità et similia, ma qualsivoglia presenza nelle preannunciate sedi tecniche e politiche dal ministro per la Funzione Pubblica, on. Madia, nell’incontro del 26 luglio scorso.

Orbene, la qualifica provvisoria dei dati  non vuol dire assolutamente che si dovranno rifare i conteggi, oltre che delle 35 sigle figuranti nell’area FUNZIONI CENTRALI,  delle 44 sigle dell’area ISTRUZIONE E RICERCA; e che peraltro non ci dispiacerebbe se portassero all’attribuzione – senza dover insistere davanti al giudice –  delle restanti 27 deleghe di soci dirigenti il cui codice di registrazione è ancora quello di docenti, dunque conteggiati nel comparto, più 32 deleghe di dirigenti a tempo determinato (cosiddetti presidi incaricati) anch’essi conteggiati nel comparto. L’attribuzione a DIRIGENTISCUOLA di un altro punto percentuale potrebbe far venir meno la maggioranza alla tradizionali sigle storiche. Il che spiega l’ostinata resistenza, opposizione e ostruzionismo.

Carattere provvisorio qui significa che, entro l’antivigilia di Ferragosto, le sigle che ci affiancano, incluse quelle trentotto che nell’insieme non arrivano al 4%, eventualmente, ed in via eccezionale, possano dar vita a nuove aggregazioni associative cui imputare le deleghe delle quali risultino titolari: con DIRIGENTISCUOLA che non è obbligata a contrarre alcun “matrimonio”, essendo di suo già autosufficiente. E che le stesse sigle possano avvalersi della  suddetta facoltà di modificare la Confederazione di riferimento per effetto delle nuove regole previste dal CCNQ/2016 con il quale sono state ridotte e, quindi, accorpate aree e comparti.

Dopodiché l’accertamento definitivo sarà effettuato a seguito della verifica degli eventuali mutamenti associativi posti in essere dalle OO.SS. che si avvarranno delle citate facoltà di cui agli articoli 9 e 11 del CCNQ 13 luglio 2016.

E’ scritto in italiano corrente, tranquillamente attingibile da coloro che siano in possesso di una licenza di scuola media inferiore, ma non gradito perché metterebbe a nudo le loro ipocrisie allorquando, trascorsa la pausa estiva, le Confederazioni e i rispettivi sindacati rappresentativi saranno chiamati a dare il proprio contributo alla definizione della decretazione delegata che revisionerà il testo unico sul pubblico impiego e della dirigenza pubblica, nonché a formulare le richieste proposte sull’atto d’indirizzo che avvierà i rinnovi contrattuali.

Nello specifico, in questi incontri istruttori, di natura tecnica e politica, i rappresentanti dei dirigenti scolastici – autorevoli o meno che siano – dovrebbero ingegnarsi per la risoluzione del disallineamento tra disposizioni normative di pari grado: che, per un verso, hanno rinforzato i poteri organizzativi e gestionali di tutta la dirigenza pubblica, compresa quella scolastica (si pensi ai nuovi poteri disciplinari), con il D. Lgs. 150/09, e per quest’ultima ulteriormente incrementati con la legge 107/15; per altro verso non includendo nel ruolo unico, neanche in una delle appositi sezioni speciali, la più complessa dirigenza gestionale/manageriale – quella esercitata nelle istituzioni scolastiche – rispetto a tutte le altre dirigenze di attuale pari seconda fascia (cioè non preposte alla conduzione di uffici dirigenziali generali), secondo la statuizione della legge delega 124/15.

E, in parallelo, si tratterà di reperire le risorse finanziarie per garantire quell’equiparazione retributiva sempre procrastinata – con congiunte dichiarazioni a verbale in fotocopia – al prossimo giro, sventando subdole manovre per la surrettizia ricostituzione di una riserva indiana, che l’avvenuto accorpamento delle preesistenti otto aree ha inteso smantellare.

E’ naturale che coloro che non hanno mai speso – né intendono spendere – una parola per l’inserimento nel ruolo unico (che significherebbe armonizzazione dei trattamenti economici e normativi), o che si sono limitati a generiche dichiarazioni di circostanza, non vogliano avere tra i piedi gl’indesiderati newcomer pronti a denunciare – per diretta testimonianza – inerzie e inciuci; così come non vogliono averli tra i piedi nel verificare, e rendere pubblica, la reale cifra del loro conclamato impegno di azzerare lo scarto degli almeno trentamila euro annui tra tutta la dirigenza pubblica e la ben più gravosa dirigenza scolastica, ovvero per lo stanziamento di congrue risorse finanziarie per realizzare una giustizia distributiva che faccia davvero corrispondere responsabilità e carichi di lavoro alla determinazione del correlato trattamento economico.

Ridicola e non degna di alcuna argomentazione o spiegazione, poi, la motivazione che l’ARAN non avrebbe inviato alcuna comunicazione al MIUR, come a tutti gli altri ministeri, limitandosi, come legge prevede, a ufficializzare i dati della rappresentatività a mezzo pubblicazione sul sito www.aranagenzia.it , così come nella precedente tornata!! Al MIUR evidentemente si aspettavano un trattamento speciale!

Non è dunque analfabetismo, bensì pura spregiudicatezza – anche a rischio di farsi ridere in faccia – di chi non vuole avere una spina nel fianco nei prossimi, decisivi, tre/quattro mesi, giusto il tempo necessario perché l’ARAN –  operando in tutta comodità gli inerenti controlli – li concluda con la pubblicazione dei dati definitivi.

Per questi motivi DIRIGENTISCUOLA-DiS.Conf. ha inviato l’allegata diffida al Miur e agli UU.SS.RR.

“Cosa posso aggiungere? – risponde Attilio Fratta segr. gen. –  non vogliono rassegnarsi a prendere atto che esiste un nuovo soggetto sindacale, neanche dopo la pubblicazione della rappresentatività. Hanno cercato di soffocarci nella culla, ci hanno calunniati e diffamati con tutti i mezzi, pur di non farci crescere, nelle speranza  che abbandonassimo il nostro progetto. Sono scesi a livelli vergognosi e squallidi, ma hanno ottenuto l’effetto opposto: ci hanno dato solo carica e voglia di offrire alla categoria una alternativa per uscire dalla palude. Pensavo che con  la pubblicazione della rappresentatività si fossero rassegnati…ma, evidentemente, la paura fa 90! Ora che, piaccia o no, ai tavoli siederà anche DIRIGENTISCUOLA-Di.S.Conf. e la CODIRP, rappresentativa in tutte le aree  oltre che nell’extra area della Presidenza del Consiglio, e  la categoria sarà tutelata.”