Apprendiamo con soddisfazione  di non esserci indignati in solitudine, essendo intervenuto il Governo a esprimere il suo parere contrario sugli sconci emendamenti presentati da parlamentari della Repubblica – rigorosamente bipartisan –  in sede di conversione in legge del c.d. decreto milleproroghe, volti a trasformare il concorso a dirigente tecnico previsto dal D.L. 126/19, convertito nella legge 159/19, in un’immissione nel ruolo ope legis  per i tanti, dirigenti scolastici e docenti, già destinatari degli inerenti incarichi per affiliazione politica e relazioni amicali, ovvero in virtù di conoscenze anziché di quelle competenze che già a suo tempo non hanno avuto modo di persuasivamente dimostrare, né si chiedeva loro di dimostrarle adesso.

Sicché nel conseguente comunicato del Ministero dell’istruzione si conferma l’ordinario concorso pubblico per titoli ed esami per il reclutamento di 59 dirigenti tecnici, a decorrere da gennaio 2021, e di ulteriori 87 dal 2023.

Con tale concorso ordinario, in luogo di una semplice “chiacchierata sull’attività svolta”, i mancati beneficiati dovranno pertanto cimentarsi qualora intendano entrare nei ruoli organici della dirigenza tecnica, alla pari di tutti coloro pervicacemente convinti che la preparazione, magari intrapresa da anni, conti qualcosa e, sia pure vagamente, possa declinarsi con il merito: idealisti convinti e coerenti, che, almeno per questa volta, sono stati premiati.