A suo tempo – e in tempo utile – DIRIGENTISCUOLA, in un apposito incontro, aveva in tutti i modi provato a smuovere la testarda arroganza del Direttore generale per gli ordinamenti scolastici, dottoressa Maria Assunta Palermo; che, fraintendendo totalmente la ratio del decreto legislativo 62/17 e ricorrendo a stravaganti canoni ermeneutici, aveva precluso ai dirigenti scolastici operanti nel primo ciclo la nomina a presidente di commissione negli esami di Stato di scuola secondaria superiore. E l’aveva poi invitata, con una formale lettera del 7 giugno 2018, a ritirare la propria circolare n. 4537/18 e susseguente nota peggiorativa n. 6068/18, ed estendere erga omnes la sentenza del TAR del Lazio n. 6267 del 29 maggio 2018, confermativa di tre decreti presidenziali emessi inaudita altera parte a favore di singoli dirigenti scolastici ricorrenti. Neanche di fronte alla sentenza del TAR, e quindi, in tempo utile per rimediare, la Dr.ssa Palermo ha rivisto la sua illegittima posizione.

Leggiamo ora sul sito dell’ANP dell’esito favorevole di un suo ricorso al medesimo Magistrato romano che, in conformità ai poc’anzi menzionati provvedimenti, ha ribadito e reso esplicito  ciò che era tranquillamente attingibile da uno studente al primo anno di Giurisprudenza, ma anche a un comune cittadino con un minimo di senso logico: se con l’abolizione dei preesistenti tre settori formativi e istituzione del ruolo unico ogni dirigente scolastico è pienamente ed incondizionatamente legittimato a dirigere scuole del secondo ciclo, a fortiori può ivi presiedere commissioni di esami di Stato!

Prendiamo atto della soddisfazione dell’ANP – rigorosamente silenti le sigle sindacali generaliste – per una sentenza che vale per l’avvenire; mentre, se avesse deciso di affiancarci nella ricerca di una soluzione politica, probabilmente tanti colleghi non sarebbero stati defraudati di un proprio sacrosanto diritto e sviliti nella propria dignità professionale. Perché l’ANP non  poteva non sapere che una sentenza di generale valenza e non circoscritta alle parti in causa, sarebbe risultata tardiva – come puntualmente verificatosi – e dunque priva di immediata utilità: al danno la beffa!

Sicché, dopo aver menato vanto  per aver loro offerto un caffè all’arsenico, vorremmo coltivare la speranza che siano stimati meritevoli almeno di un risarcimento morale, rendendosi disponibile a rinforzare la nostra richiesta di dimissionamento di chi ha fornito una palese dimostrazione della propria inadeguatezza e incompetenza.

In una qualsiasi Azienda e/o Impresa, per dirla con Romei, chi sbaglia, specie se lo fa scientemente e dopo essere stato avvisato (uomo avvisato mezzo salvato!),  paga. Se ha dignità si dimette prima che provveda il datore di lavoro.  Non può rimanere al proprio posto una persona che ha calpestato la dignità di migliaia di dirigenti scolastici….magari con il consenso di chi aveva interesse a far nominare presidente di commissione un docente piuttosto che un dirigente.

DIRIGENTISCUOLA invita il Ministro Bussetti a prendere i provvedimenti del caso all’insegna del ventilato cambiamento. Il promeatur ut amoveatur non può essere più tollerato.