Il comma 978 della Legge di Bilancio n. 178 del 30/12/2020 è gradita  occasione per ritornare su un tema che come sindacato avevamo già evidenziato e posto all’attenzione del Governo centrale nel mese di Giugno 2020.

Dirigentiscuola con le note inviate al Presidente del Consiglio ed alla Ministra all’Istruzione aveva sostenuto la necessità di assegnare un dirigente scolastico titolare a ciascuna scuola sottodimensionata già a partire dal mese di Settembre 2020.

Le argomentazioni a supporto, vista la contingenza storica, facevano riferimento alla complessità aumentata dall’emergenza epidemiologica; nel contempo, però,  si chiedeva di rivedere i parametri dettati dalla Legge n. 183 del 12 novembre 2011, recante disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di stabilità 2012), che, a decorrere dall’anno scolastico 2012-2013, ha previsto l’innalzamento dei parametri di dimensionamento elevando il numero di alunni da 500 a 600 e da 300 a 400 nelle piccole isole, nei comuni montani e nelle aree geografiche caratterizzate da specificità linguistiche.

Con le note sopra citate, Dirigentiscuola metteva in evidenza il fatto che le n. 398 istituzioni scolastiche sottodimensionate per il 2020-21, senza un dirigente titolare,  rischiavano di essere abbandonate.

La nota conteneva anche proposte volte a modificare in via definitiva la normativa vigente sul dimensionamento che, nella realtà, raggiunge solo l’ obiettivo del risparmio senza  nulla aggiungere alla qualità attesa delle Istituzioni scolastiche. I danni che ha causato sono sotto gli occhi di tutti.

Dall’applicazione del comma 978 della legge 178/2020  deriverà, senza ombra di dubbio,  un aumento dei posti disponibili per l’incarico a T.I. dei dirigenti scolastici  che saranno attinti dalla graduatoria ad esaurimento  del concorso del 2017.

Si rende, quindi, urgente, l’immediata programmazione di un nuovo concorso a Dirigente scolastico, da parte del Ministero.

L’esperienza insegna, infatti, che dall’emanazione del bando all’espletamento di tutte le fasi concorsuali decorrono tempi lunghi quantificabili in circa 2 anni.

Solo bandendo in tempi brevi il concorso si potrà evitare o quantomeno ridurre il ricorso all’istituto della reggenza che potrebbe presentare numeri elevati  a  partire dall’anno scolastico 2022-23.

DIRIGENTISCUOLA, da sempre, contesta l’istituto della reggenza sia perché nulla aggiunge alla qualità della scuola sia perché incide sulla retribuzione di posizione parte variabile di tutti i dirigenti in servizio. Una delle tante anomalie – prerogative! –  del mondo della scuola.

Le reggenze, infatti, sono retribuite all’80% della somma che sarebbe spettata al dirigente titolare  come retribuzione di  parte variabile, determinata in relazione alla fascia  di complessità della scuola stessa.
Le somme destinate alle reggenze non gravano sulla fiscalità generale come, più volte richiesto dalla nostra Organizzazione sindacale, ma  sono decurtate dall’importo complessivo del FUN e quindi incidono negativamente sulla retribuzione complessiva di tutti i dirigenti in servizio. Chi bisogna ringraziare? 

In considerazione di quanto premesso, auspichiamo che venga accolta la richiesta di programmazione celere del prossimo concorso a posti di dirigente scolastico e che si continuino ad applicare i parametri di dimensionamento previsti dal comma 978 della legge di bilancio 2021 anche per i successivi anni scolastici, abrogando le previsioni della legge del 2011.

I concorsi, inoltre,  vanno banditi almeno un anno prima dall’inizio delle prove, specie quelli che prevedono un programma paragonabile a una laurea quadriennale. I candidati devono avere il tempo per prepararsi.