Come annunciato in un precedente comunicato, il Consiglio Nazionale di DIRIGENTISCUOLA ha approvato, in data 15 giugno u.s., un documento trasmesso al Ministero con il quale è stato proclamato lo stato di agitazione della dirigenza scolastica. Ad oggi, nessuna risposta è giunta dal dicastero in merito. L’indifferenza delle istituzioni, sorde alle reiterate sollecitazioni con le quali si rappresenta l’urgenza di intervenire per risolvere gli annosi problemi che vessano la categoria, non può più essere tollerata.

Di fronte a quest’atteggiamento di totale noncuranza, DIRIGENTISCUOLA ha deciso di mettere in atto le dovute azioni di protesta e di lotta, a partire da una manifestazione dei dirigenti membri degli organi statutari dell’associazione, aperta a quanti volessero aderire, organizzata per giovedì 8 luglio p.v., dalle ore 11.00 alle ore 13.00 davanti al Ministero.

Ancora, è in programma, come specificato nell’allegato documento, la prosecuzione della protesta ai primi di settembre, in occasione dell’inizio del nuovo anno scolastico, con un sit-in e sciopero della fame e della sete ad oltranza, nonché la disobbedienza civile con la mancata esecuzione di tutte le incombenze illo tempore qualificate, dallo stesso Ministero, quali molestie burocratiche.

Le azioni di protesta si protrarranno fino a quando l’Amministrazione affronterà i problemi della dirigenza scolastica.

Il tempo dei buoni propositi, delle vane promesse e dei giri di valzer ai tavoli ministeriali senza concludere mai niente, è ormai finito: bisogna mettere in atto azioni concrete.

La dirigenza scolastica è stanca di essere sistematicamente presa in giro.

E’ davvero giunto il momento di dire…basta con i fatti!

Nei prossimi giorni renderemo noti gli aspetti organizzativi.

Il Presidente Fratta: “Abbiamo tentato in tutti i modi, ritenendo che fosse anche interesse dell’Amministrazione, di evitare lo scontro. Ci eravamo illusi che con il Ministro Bianchi le cose sarebbero cambiate, invece stanno peggiorando.  La goccia che ha fatto traboccare il vaso è la sfida che il Capo di Gabinetto ha lanciato a DIRIGENTISCUOLA, disattendendo anche l’ordine del Ministro, che non si capisce – o lo si capisce assai bene! –  per quale motivo non reagisca o non prenda provvedimenti. Ci eravamo illusi che con l’istituzione del tavolo tecnico della dirigenza si potessero affrontare i problemi e risolverli.  Il Capo di Gabinetto  con una strategia di basso profilo, giustificata con una foglia di fico, ha fatto saltare il tavolo definendolo politico e, quindi, estensibile a tutti, ovvero solo allo sponsor di turno. Cosa dovrebbe fare il tavolo politico? Elencare i problemi della dirigenza che sono ben noti invece di risolverli? Tutti i tavoli istituiti dall’ex Ministra Fedeli e finiti nel dimenticatoio, sono stati sempre e solo tavoli tecnici ai quali hanno partecipato i designati di ogni O.S. rappresentativa. Ora spunta il tavolo politico non previsto da nessuna norma! 

Purtroppo hanno sempre agito in questo modo e con queste strategie, ben sapendo che nessuno avrebbe avuto il coraggio di denunciare anche il Capo di Gabinetto. Evidentemente non hanno considerato che DIRIGENTISCUOLA non ha scheletri nell’armadio e nessuno può permettersi di farle mettere la coda in mezzo alle gambe come disgustosamente constatiamo tutti i giorni. Se le gente cambia idea dalla sera alla mattina una spiegazione ci sarà? Come si spiega che più di qualcuno nel corso del confronto per la mobilità sembrava volesse cambiare il mondo rendendo giustizia agli “esiliati” e il giorno dopo non ha più fiatato firmando addirittura una specie di verbale che se lo avesse proposto un dirigente scolastico di certo lo avrebbero licenziato …e a ragion veduta!

E che dire del rinnovo del CCNL? Con questi presupposti  con il prossimo CCNL non sarà raggiunta alcuna perequazione, come non saranno cambiati gli istituti contrattuali inerenti la mobilità.  La categoria sta a guardare e a subire o si rende conto che è ora di dire basta evitando, in primis, di far sedere al tavolo dell’AREA chi sfrutta la delega conferitagli dai soci per danneggiarli come è sempre successo, in secundis partecipando in massa alle azioni di protesta? E’ ora di recuperare rispetto e dignità inviando un messaggio forte e chiaro invertendo l’ormai consolidata convinzione che i DIRIGENTI SCOLASTICI al massimo sanno lamentarsi ovvero sanno abbaiare, ma non mordere.

E’ ora di mordere e farsi rispettare e, se per essere rispettati bisogna essere temuti, ci faremo temere.”