Il fatto quotidiano ha pubblicato un articolo di tale Alex Corlazzori che si definisce “Maestro e giornalista”. Maestro di cosa? Uno che scrive banalità e ha pregiudizi nei confronti dei dirigenti, non dovrebbe abusare del nobile termine di Maestro.

Uno che, nel voler tessere le lodi proprio di un dirigente scolastico, sottoposto a procedimento disciplinare per i post contro l’Amministrazione e il Ministro, esordisce con “Non sopporto la maggior parte dei dirigenti scolastici: burocrati; chiusi nelle loro stanze; di poche parole; appassionati del politichese e del tecnicismo; servi del potere che sia di destra o di sinistra; freddi; insulsi” non merita alcuna attenzione e considerazione.

Motivo per il quale Dirigentiscuola replica a Il fatto quotidiano che ha dato risalto all’articolo del “Maestro”. Bastava eliminare l’incipit iniziale e tutti avrebbero apprezzato l’elogio e la solidarietà espressa al collega Alfonso D’Ambrosio il quale avrà modo di difendersi dalle contestazioni nelle sedi opportune.

Un maestro, se trattasi di maestro di scuola primaria, dovrebbe conoscere il codice di comportamento dei pubblici dipendenti e, prima ancora, quello deontologico e dovrebbe riflettere prima di lasciarsi andare pur di apparire sui social. Perché questo è il problema! Si parla a sproposito e a ruota libera senza valutare le conseguenze.

Di solito, ed è ormai un classico, a parlare male dei dirigenti o dei superiori – fino ad odiarli –  sono coloro che o non riescono a diventare dirigenti o che, abituati a consolidati comportamenti irregolari e /o illegittimi per troppo tempo tollerati con le dovute coperture, odiano i dirigenti che li costringono a fare il loro dovere.

Per fortuna sono mosche bianche!