Come comunicato, oggi sono iniziati i lavori all’ARAN partendo dal CCNQ inerente l’accorpamento delle Aree e dei Comparti, prodromico all’avvio delle trattative per il rinnovo dei CC.NN.LL.

Essendo la materia o i meccanismi alquanto ostici per la categoria, e le conseguenze sono note a tutti, cercheremo di sintetizzare o schematizzare in modo che il quadro possa essere il più chiaro possibile. Va premesso che l’ARAN, per agevolare la discussione, ieri ha inviato la bozza del CCNQ già presentata nella precedente riunione. Trattandosi di bozza correttamente non l’abbiamo pubblicata!

 

  • In apertura il Presidente dell’ARAN ha espresso la volontà di sottoscrivere anche in giornata il CCNQ in modo da poter partire con il rinnovo dei CC.NN.LL. anche al costo di “spezzettamenti” del CCNQ. Concetto che è stato alquanto equivocato o strumentalizzato. Nella sua replica Naddeo ha precisato che spezzettare non vuol dire lasciare un unico CCNQ smembrandolo in due sezioni, COMPARTI e AREE, bensì sottoscrivere due separati CCNQ, come prevede la norma. Il c. 2, art. 40 del D.l.vo 165/2001 recita, infatti, testualmente che “tramite appositi accordi tra l’Aran e le confederazioni rappresentative, secondo le procedure di cui agli articoli 41, comma 5, e 47, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, sono definiti fino a un massimo di quattro comparti di contrattazione collettiva nazionale, cui corrispondono non più di quattro separate aree per la dirigenza”. E’ la norma, quindi’ che prevede appositi accordi e separate aree  (dai comparti). Una rivoluzione che corona anni di denuncia di DIRIGENTISCUOLA per smantellare interessi consolidati.

 

  • Tempistica. Per consolidata prassi sono sempre stati approvati prima i contratti del Comparto e poi quelli dell’Area. Bisognerebbe fare esattamente il contrario o, quantomeno, procedere parallelamente su tavoli separati. L’ordine consolidato è il seguente: FUNZIONI CENTRALI – FUNZIONI LOCALI – ISTRUZIONE E RICERCA – SANITA’ E, INFINE, EXTRA-AREA Presidenza del Consiglio dei Ministri. In questa tornata bisognerebbe dare la priorità alla SANITA’ che ha pagato il prezzo più caro in termini di vittime.

 

  • Spiazzamento delle OO.SS. Il fatto che la stagione del rinnovo dei CC.NN.LL. sia partita – cosa mai successa prima –  per iniziativa politica, non avendo, specie nell’AREA istruzione e ricerca, nessuna OO.SS. – ad esclusione di DIRIGENTISCUOLA – disdetto il CCNL, ha spiazzato molte OO.SS. che non potevano opporsi al rinnovo. Nel corso del dibattito, quindi, si sono tutti dichiarati disponibili alla firma del CCNQ per …pragmatismo, salvo poi porre dei distinguo soprattutto per le AREE. Comunque alcune confederazioni hanno chiesto tempo per riflettere e consultarsi con i propri quadri.

 

REPLICA CONCLUSIVA E TEMPISTICA DI NADDEO:

  • Considerato che sul COMPARTO i rilievi sono irrilevanti e comunque sanabili, l’Aran convocherà le parti subito dopo Pasqua per la sottoscrizione del CCNQ del COMPARTO.
  • Viste le divergenze che richiedono approfondimenti l’ARAN ha previsto massimo due mesi per arrivare a un accordo per il CCNQ dell’AREA

 

DIRIGENTISCUOLA sostiene  che comunque bisognerebbe sottoscrivere due CCNQ  non solo perché lo prevede la norma citata, ma anche per DISTINGUERE, soprattutto da parte della dirigenza scolastica, COMPARTI  e AREE. Di conseguenza anche la rilevazione della rappresentatività andrebbe rilevata separatamente. Perché la rilevazione della rappresentatività d’AREA deve essere ritardata  a causa delle elezioni delle RSU che interessano  solo il comparto e che, comunque, non dovrebbero avere alcun nesso con la rappresentatività d’AREA? Altra anomalia da eliminare.

 

Le nostre estenuanti e lunghe battaglie, con le quali abbiamo denunciato anomalie di ogni genere per ripristinare la NORMALITA’ e rimuovere consolidate abitudini fuori da ogni logica, finalmente stanno dando i loro frutti: gutta cavat lapidem! Per la prima volta oggi all’ARAN è stato rilevato l’anomalia del rinnovo dei CC.NN.LL.: entro giugno dovremmo, per legge, mettere mano ai CC.NN.LL. del triennio 2022/2024, ma, in realtà, probabilmente non avremo ancora avviato le trattative del triennio 2019/2021.  Deo gratias! Finalmente si inizia a prendere atto delle vistose, irrazionali e illogiche anomalie del sistema.