Con nostro comunicato dal titolo “ FUN 17/18 e 18/19 in dirittura d’arrivo “ , avevamo già comunicato che,  grazie agli stanziamenti una tantum di 13.1 milioni di euro per le suddette due annualità, la procedura era in dirittura di arrivo. Nell’incontro di oggi il Capo Dipartimento dott. Jacopo Greco, con formale informativa, ha comunicato il superamento del riscontro preventivo amministrativo contabile dei decreti direttoriali 9 giugno 2021, n.1025 e 6 luglio 2021, n.1179 relativi rispettivamente all’integrazione delle risorse finanziarie relative al FUN 2017/2018 e alla quantificazione delle risorse finanziarie costituenti il FUN 2018/2019.

Ora che l’UCB ha restituito firmati i due Decreti integrativi, le singole regioni, anche quelle originariamente incapienti, potranno procedere celermente alla liquidazione dei relativi compensi ed arretrati, previa sottoscrizione dei relativi CIR per entrambe le annualità, attingendo alle risorse integrative stanziate con Decreto 28 gennaio 2021, n.27 recante la ripartizione tra gli Uffici Scolastici Regionali delle risorse, destinate ai dirigenti scolastici, di cui al fondo istituito dall’articolo 230-bis, comma 3, del decreto-legge19 maggio 2020, n. 34,convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77.

Contestualmente si potrà procedere alla quantificazione del FUN relativo alle annualità successive, ivi compreso lo stanziamento aggiuntivo dei 25.856 milioni di euro per il 2019/2020, previa definizione dei criteri di ripartizione tra le varie regioni e relativo  monitoraggio da parte dei singoli Uffici scolastici regionali. A tal riguardo il dott. Greco ha comunicato che è stato già firmato il decreto interministeriale n.170 del 4 giugno 2021 che reca la ripartizione delle risorse di cui alla legge di bilancio 2021 (i fatidici 25.856 milioni di euro), ora al vaglio degli organi di controllo (UCB e CORTE DEI CONTI),  che hanno mosso dei rilievi formali a nostro giudizio capziosi.

DIRIGENTISCUOLA ha espresso forte disappunto su questo atavico ritardo, specie perché in alcune Regioni incapienti  i colleghi neo-immessi  stanno  continuando a non percepire la retribuzione di posizione parte variabile o, nella migliore delle ipotesi, stanno percependo un mero acconto. Cosa che ha costretto la nostra associazione a promuovere apposite iniziative presso i competenti giudici del lavoro perché venisse riconosciuto ai colleghi il quantum dovuto. Un sistema “borbonico” che va completamente azzerato riconducendo a livello centrale la competenza alla quantificazione e gestione delle suddette risorse,  uniformando criteri e parametri per l’erogazione delle stesse, così come previsto dalle vigenti norme contrattuali. Adempimento che lo stesso Ministro si è impegnato a portare a termine, anche se ad oggi non risultano segnali tangibili in tal senso.

 

La richiesta di DIRIGENTISCUOLA è triplice:  azzerare le enormi differenze retributive regionali,   avere nella prossima legge di bilancio stanziamenti strutturati ad hoc, partendo dall’a.s. 20/21, anno in cui i 30 milioni di euro della legge di bilancio 2020 potrebbero non essere bastevoli, e rivedere totalmente i criteri di determinazione delle fasce da strutturare a livello nazionale.  Insomma rivedere l’intero meccanismo retributivo della dirigenza scolastica, il tutto su basi informative che il MIUR si era impegnato a fornire, ad oggi ancora senza esito.