È stata trasmessa, dalla DG per il personale scolastico – Ufficio 2, la bozza del verbale delle riunioni del 3 e del 7 giugno inerenti la mobilità.

Nel riscontrare la bozza di verbale, DIRIGENTISCUOLA si è sentita in dovere di ricordare all’Amministrazione quella che dovrebbe essere la corretta conduzione del confronto, come previsto e disciplinato dall’art. 5, c. 2, del CCNL Area Istruzione e Ricerca 2016-2018. Ma, soprattutto, giova ricordare quelle che sono le finalità dell’istituto, attraverso il quale si instaura un dialogo approfondito sulle materie rimesse a tale livello di relazione, al fine di consentire ai soggetti sindacali di cui all’art. 6, comma 2, di esprimere valutazioni esaustive e di partecipare costruttivamente alla definizione delle misure che l’amministrazione intende adottare.

Nulla di tutto ciò. Dopo il primo incontro, conclusosi con una fumata nera e l’abbandono del tavolo da parte di DIRIGENTISCUOLA, l’Amministrazione si è limitata a riproporre un testo – forse peggiore del primo – in cui ben poche erano le modifiche apportate rispetto a quanto segnalato dalle OO.SS., a cominciare dalla mancata enucleazione di quei criteri che, ai sensi dell’art. 5, c. 4, lett. g) del citato CCNL, andrebbero definiti al livello centrale e non demandati alla discrezionalità degli UU.SS.RR.

Non accettando l’estenuante scontro contro il muro di gomma, DIRIGENTISCUOLA, suo malgrado, si è vista costretta ad abbandonare il tavolo anche nell’incontro del 7 giugno, cui ha fatto poi seguito l’invio, da parte dell’Amministrazione, di un documento che, per forma e contenuto, non può essere assolutamente definito verbale.

Gli organismi statutari di DIRIGENTISCUOLA, convocati d’urgenza in serata dal Presidente Fratta, decideranno le azioni da intraprendere a tutela della categoria, anche per il rispetto degli istituti contrattuali che regolano i rapporti tra le parti, non escludendo la proclamazione dello stato di agitazione e l’indizione di azioni di protesta.

In data odierna è stata altresì trasmessa al Ministro, Prof. Bianchi, una richiesta d’incontro urgente per uscire da quest’impasse e addivenire a soluzioni concrete in tempi celeri, dati i tempi ristretti per l’espletamento delle procedure di mobilità prima e di affidamento dei nuovi incarichi subito dopo.

“Posso solo aggiungere – conclude Fratta – che la categoria dovrebbe reagire in massa.”