Come annunciato, in data odierna il Ministro per la Pubblica Amministrazione, On. Prof. Renato Brunetta, ha incontrato in videoconferenza le Confederazioni per affrontare la questione relativa alla riforma della Pubblica Amministrazione ed ai rinnovi contrattuali 2019-2021.

A presiedere l’incontro il Presidente dell’ARAN, dr. Naddeo, chiaro segnale, a nostro avviso, che l’attenzione della Funzione Pubblica è catalizzata dalla questione della riapertura dei tavoli contrattuali.

Unico a rappresentare la categoria della dirigenza scolastica il Presidente nazionale DIRIGENTISCUOLA, dr. Attilio Fratta, che ha partecipato all’incontro in qualità di Segretario Generale A. CODIRP. Alquanto enigmatica, invece, la presenza di rappresentanti di OO.SS. di comparto che si sono qualificati, al contempo, come esponenti di OO.SS. d’area (non rappresentative, n.d.r.). Ambiguità, queste, alle quali sarebbe il caso di porre fine una volta per tutte.

Nel suo intervento, il Segretario Generale CODIRP, dr.ssa Tiziana Cignarelli, ha fatto ampio riferimento alle Linee Programmatiche relative al PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), presentate dal Ministro Brunetta nel corso dell’audizione tenutasi il 9 marzo presso le commissioni riunite Affari costituzionali e Lavoro di Camera e Senato. “A come Accesso, B come Buona amministrazione, C come Capitale umano, D come Digitalizzazione. Sono i quattro assi sui quali ci muoveremo nella realizzazione del nostro programma di Governo per rinnovare la Pubblica amministrazione e per restituire dignità, orgoglio, autorevolezza e valore alla comunità di 3,2 milioni di donne e di uomini che hanno servito e servono il Paese in uno dei momenti più difficili della nostra storia recente”, queste le parole pronunciate dal Ministro nell’occasione.

Pieno l’apprezzamento manifestato dalla dr.ssa Cignarelli in merito ai pilastri enucleati. Al centro dell’azione della Pubblica Amministrazione devono esserci gli enti erogatori di servizi ai cittadini, con particolare riferimento ad ospedale, municipio, scuola, tribunale, su cui va investito sia in termini di strutture sul territorio che di risorse di personale. È fondamentale, per una più snella gestione, che vengano chiarite le competenze tra le varie amministrazioni, evitando inutili sovrapposizioni, soprattutto nel riparto tra centro ed enti territoriali.

Inutile negare che le problematiche da superare erano già presenti prima della pandemia, che ha semplicemente contribuito ad un loro inasprimento: occorre azzerare tutto e ripartire, ma alla luce di un’attenta azione di monitoraggio che aiuti a valorizzare le più recenti esperienze positive quali, in particolare, il lavoro agile e la digitalizzazione.

In tema di riapertura dei tavoli contrattuali, infine, la dr.ssa Cignarelli ha auspicato che si riparta valutando lo stato di attuazione dei vigenti contratti per verificare innanzitutto quanto di adeguato già ci sia.

Al termine degli interventi, il Ministro ha messo in evidenza la sua convinzione circa l’importanza della contrattazione collettiva, presupposto fondamentale per migliorare la qualità del lavoro dei pubblici dipendenti e la qualità dei servizi erogati ai cittadini.

Il contratto è linfa vitale di qualsiasi azione riformatrice”: con queste parole, il Ministro ha annunciato che contratto e riforme saranno il leitmotiv delle sue linee d’azione, dichiarando che l’atto d’indirizzo è già in bozza. Posta, però, una conditio sine qua non: la revisione del CCNQ per la definizione dei Comparti e delle Aree 2019-2021, presupposto fondamentale per l’avvio della nuova tornata contrattuale. CCNQ in merito al quale, ricordiamo, si era già svolto un incontro il 26 gennaio u.s. finalizzato alla prosecuzione del negoziato, con l’impegno del Presidente Naddeo di riconvocare nuovamente le parti entro le successive due settimane.

Ad oggi, l’agognata convocazione non c’è ancora stata: quanto tempo dovremo ancora aspettare? Ci auguriamo non un tempo indeterminato, considerando, tra l’altro, che lo stesso Naddeo aveva auspicato la sottoscrizione della bozza presentata oltre un anno e mezzo fa dall’ARAN che non prevedeva e non prevede alcuna variazione nella composizione delle Aree e dei Comparti.