Appena ieri riscontravamo il diverso modus operandi delle Ministre Dadone e Azzolina, la prima a capo del dicastero per la Pubblica Amministrazione, la seconda di quello per l’Istruzione, e solo poche ore fa manifestavamo il nostro compiacimento per l’esito positivo dell’incontro con la Funzione Pubblica, frutto di una corretta conduzione delle relazioni sindacali.

Convocazione con debito anticipo, tempestiva trasmissione degli elementi conoscitivi della questione, ampio spazio per i contributi delle parti sindacali: prodotto di tale procedere non può che essere un documento condiviso, efficace in quanto risultato di una sana applicazione dei principi che, normalmente, dovrebbero connotare i rapporti tra pubbliche amministrazioni e soggetti sindacali.

Il raffronto con il diverso agire del Ministero dell’Istruzione è lampante e rende necessario rimarcare il mancato rispetto di quella partecipazione consapevole, di quel dialogo costruttivo e trasparente, di quella reciproca considerazione dei rispettivi diritti ed obblighi richiamati dal CCNL Area Istruzione e Ricerca che, tra l’altro, non manca di evidenziare come, tra le finalità del sistema delle relazioni sindacali, vi sia quello di migliorare la qualità delle decisioni assunte.

Ben consapevole di ciò, DIRIGENTISCUOLA ha sempre, insistentemente, ribadito il proprio intento di collaborare con l’Amministrazione, scontrandosi, purtroppo, con una gestione monolitica che fa piovere decisioni dall’alto, rendendo gli incontri con le OO.SS. mere occasioni di presa di conoscenza di un fatto “quasi” compiuto.

Scarso spazio al dialogo costruttivo, scarso rispetto dei pur normati diritti d’informazione. L’ennesima conferma è giunta stasera allorquando, a poche ore dall’incontro organizzato per domani, in videoconferenza, sul delicato tema della presentazione delle prime indicazioni per l’avvio del nuovo anno scolastico, è stata trasmessa la bozza del Piano scuola 2020-2021, con tanto di postilla volta a precisare che lo schema può essere suscettibile di modifiche.

La trasmissione della bozza giunge in extremis, quasi in coincidenza con le nostre riflessioni sulle modalità di gestione delle relazioni sindacali da parte del MI, malgrado nella convocazione fosse precisato che la bozza sarebbe stata presentata nel corso dell’incontro (sic!).

Ebbene: qualsiasi contributo ad un documento così delicato e complesso, elaborato nel giro di poche ore, sarebbe poco credibile. Quali proficue modifiche suggerire in un breve lasso di tempo, senza una previa, approfondita analisi della questione? Non ci resta che prendere atto dell’ennesima compressione delle prerogative sindacali, che ci impedisce, ancora una volta, di partecipare all’incontro con la necessaria cognizione di causa, presupposto imprescindibile per offrire un produttivo apporto all’azione della pubblica amministrazione. Cui prodest?

Non poteva mancare il solito colpo di scena! Ricevuta la bozza abbiamo fatto un rapido giro sul web scoprendo che la bozza CIRCOLA DA GIORNI.  Ai sindacati viene inviata poche ore prima dell’incontro, ma qualcuno l’ha avuta in anticipo e l’ha pubblicata nonostante fosse una bozza riservata agli addetti ai lavori.