L’urgente incontro richiesto, entro sette giorni, alla Signora Ministra per la soluzione politica dell’incapienza  del FUN avrebbe già sortito l’effetto sperato.

Infatti abbiamo avuto contezza che ha presentato un emendamento in sede di conversione in legge del c.d. decreto rilancio, che mette a disposizione 13 milioni di euro in modo da evitare che molti dirigenti scolastici delle regioni in sofferenza debbano restituire somme anche ingenti.

Sembra dunque assicurato, quale minimo etico, il mantenimento delle attuali retribuzioni faticosamente conquistate con l’ultimo CCNL dopo vent’anni di crescente sperequazione rispetto agli altri dirigenti di pari seconda fascia.

Ma, ovviamente, non possiamo fermarci qui.

Confermiamo quindi la richiesta d’incontro, per tre fondamentali ragioni:

  1. che non si riproponga poi la cronica risalente sofferenza del FUN per il combinato disposto dell’incremento dei dirigenti scolastici susseguente alle nuove assunzioni e del patologico conferimento di reggenze finanziate solo in parte dalla fiscalità generale e prevalentemente dagli stessi colleghi attingendosi dalla loro miserabile retribuzione di risultato;
  2. che si addivenga alla soluzione strutturale, di precostituire un FUN di consistenza tale da perequarlo al consimile istituto per i dirigenti di pari seconda fascia, amministrativi e tecnici, del medesimo datore di lavoro, che pure fanno felicemente a meno di qualsivoglia specificità;
  3. che, nella circostanza, si proceda subito a corrispondere – oltre a quella di risultato nella prevista unica soluzione – la retribuzione mensile di parte variabile ai neoassunti dirigenti scolastici che ancora – e sono trascorsi dieci mesi – non la ricevono!

Conclude il Presidente: “Prendiamo atto della volontà dell’Amministrazione, evidenziando che si potevano evitare gli inutili allarmismi creati con l’incontro del 30 giugno u.s. Restiamo, comunque, in attesa di un riscontro circa la nostra richiesta di incontro alla Ministra, perché siamo solo all’inizio: i problemi da risolvere sono ancora tanti e la categoria merita quelle risposte che attende da ormai troppo tempo”.