L’USR Veneto ha restituito al ruolo di docente due Dirigenti Scolastici immessi in ruolo nell’a.s. 2020/2021. È questa la notizia appena pervenuta ai nostri uffici: due dirigenti che si sono trovati ad affrontare un anno di prova sui generis, alle prese con la gestione di istituti scolastici durante un’emergenza pandemica che ha destrutturato il modo di fare scuola e che ha visto i dirigenti costretti a rivestire ruoli e funzioni ben lontani dalle proprie competenze, pur di garantire il diritto all’istruzione e alla sicurezza ad alunni e personale docente e ATA. Due dirigenti alla loro prima esperienza che avrebbero avuto bisogno di un sostegno e di un supporto fattivo e concreto da parte dell’amministrazione che, invece, continua a mettere in atto atteggiamenti vessatori nei confronti della categoria.

   Ma questo, pur rammaricandoci profondamente, purtroppo non ci meraviglia affatto! L’indagine sul burn out dei Dirigenti scolastici commissionata da DIRIGENTISCUOLA, i cui allarmanti risultati sono già stati inviati al Ministro Bianchi e socializzati con i partecipanti all’indagine stessa, lasciano poco spazio all’interpretazione: i Dirigenti scolastici si sentono abbandonati dai propri superiori, si sentono soli ad affrontare le problematiche quotidiane, sommersi da molestie burocratiche e responsabilità che vanno ben oltre il loro ruolo e che non trovano simili corrispettivi nei profili degli altri dirigenti della pubblica amministrazione di pari livello.

   E la nostra indagine non mente: guarda caso, il Veneto è tra le regioni nelle quali i Dirigenti lamentano un maggiore senso di solitudine e abbandono, denunciando una inaccettabile distanza con l’USR. Siamo ormai all’assurdo: gli uffici che dovrebbero supportare l’attività dei dirigenti scolastici si sono trasformati in aguzzini da temere; quelle figure che dovrebbero seguire, consigliare, sostenere i dirigenti scolastici, in particolare i neo immessi in ruolo, sembrano aver dimenticato il loro delicato compito, preferendo la logica dello sterile comando a quella della collaborazione.

   Riteniamo, a questo punto, sia doveroso porci alcune domande: quale tutela mettono in atto gli UU.SS.RR. per consentire ai DS neo immessi di affrontare l’anno di prova con il giusto supporto? Con quale criterio vengono assegnate le sedi? È mai possibile che vengano lasciate a dirigenti alle prime armi scuole caratterizzate da estrema complessità e da conflittualità interne, “scartate” da dirigenti di lungo corso, senza offrire loro una guida e un sostegno puntuale e costante? Qual è l’interesse dell’amministrazione?  Con quale criterio vengono scelti i tutor da affidare ai dirigenti in anno di prova? Come viene controllata la loro attività? Il ruolo del tutor è gestito, a tutti i livelli, come funzione fondamentale nell’inserimento dei neo ds o è solo un’altra strategia di esercizio del potere?

   Sono queste le risposte che vorremmo avere, anche se, ahinoi, la verità ci è ormai ben nota.

   La soluzione è una e una sola. DIRIGENTISCUOLA da sempre denuncia le anomalie del sistema, non in ultimo la contestazione di quello che l’amministrazione ha definito  “verbale” del confronto sui criteri relativi a mobilità e mutamento di incarico per l’a.s. 2021-2022. La categoria deve agire in maniera compatta per contrastare illegittimità e abusi e può farlo solo unendo le proprie forze, contrastando chi, aduso ad adornare le prese in giro con ammalianti promesse, avalla le azioni dell’amministrazione, e dando forza all’unica associazione di categoria che, con coerenza e determinazione, batte i pugni per ridare alla dirigenza scolastica valore e dignità. 

   Per contrastare questi fenomeni il Consiglio Nazionale istituì nel  2019 una task force che, causa restrizioni covid, non è entrata in funzione. Inizierà la sua azione di contrasto dal prossimo autunno partendo proprio dal Veneto dove, ed è il caso di ricordarlo, un collega è stato indotto al suicidio per colpa dell’amministrazione e delle OO.SS. del comparto che avevano organizzato una manifestazione contro di lui.

   “L’Amministrazione centrale – ribadisce il Presidente Fratta – ha il dovere di intervenire con determinazione. I responsabili non possono rimanere impuniti. Ancor più grave il comportamento, in uno dei casi che ci occupa, del tutor. Una collega che, invece, di stare al fianco del  neo DS al quale avrebbe dovuto fare da guida, dopo essersi recata una sola volta a scuola del collega, di origine marchigiane,  ha chiesto un’ispezione contro di lui…. cum summo gaudio dell’USR che ha subito avviato la spedizione punitiva.”