Si è da poco concluso l’annunciato incontro organizzato in modalità telematica dal Ministero dell’Istruzione e presieduto dalla Vice Ministra, On. Anna Ascani, avente ad oggetto la mobilità dei Dirigenti scolastici. Incontro, lo ricordiamo, di cui era trapelata notizia in anticipo rispetto alla trasmissione della convocazione ufficiale, cosa deprecabile che DIRIGENTISCUOLA aveva prontamente denunciato. Irregolarità, questa, cui si unisce lo spiacevole incidente diplomatico dovuto al fatto di non aver tempestivamente coinvolto tutte le sigle rappresentative dell’area nella questione, cosa cui l’Amministrazione ha voluto porre prontamente rimedio, come ribadito dalla stessa Vice Ministra Ascani nel corso di tutto l’incontro,  riportando opportunamente la trattazione del problema negli opportuni tavoli istituzionali.

Alquanto singolare risulta essere l’interesse che, solo oggi, viene manifestato sulla questione non solo dall’Amministrazione, ma soprattutto da quelle stesse OO.SS. che, in un passato non troppo lontano, nulla hanno fatto per collaborare alla modifica del quadro normativo vigente in materia o, perlomeno, per agevolare l’adozione di criteri di assegnazione dei neodirigenti  tali da evitare il massiccio esodo cui siamo stati costretti ad assistere.

DIRIGENTISCUOLA non ha mai perso occasione per denunciare il problema, con le sue inevitabili conseguenze.

Eppure, ancora oggi, abbiamo assistito a lamentele riguardanti, in particolar modo, le difformità di applicazione dei criteri inerenti la mobilità interregionale da parte dei vari UU.SS.RR….lamentele provenienti dalle stesse sigle che, solo qualche mese fa, hanno sottoscritto un verbale di confronto in cui si avallava il decentramento decisionale in materia! Ciò, a dispetto della normativa contrattuale e noncuranti delle proteste di DIRIGENTISCUOLA, che, al contrario, ha sempre insistito affinchè i criteri per la mobilità interregionale venissero stabiliti a livello centrale, secondo una corretta applicazione del CCNL.

Con quest’incontro viene definitivamente a cadere la mitologica promessa di una mobilità straordinaria, cosa da cui DIRIGENTISCUOLA ha sempre messo in guardia la categoria. Come asserito dalla stessa Vice Ministra, l’impegno assunto questa sera dall’Amministrazione è quello di formulare un’ipotesi tecnica per rivedere quelle storture dovute alle vigenti previsioni nate per i ruoli regionali, ma inadeguate ad un concorso a carattere nazionale, in primis il limite del 30% per la mobilità interregionale. Tutto ciò…in tempo utile per la prossima mobilità.

Il Presidente Fratta, nel corso del suo intervento, ha rilanciato quel j’accuse che suona ormai come un amaro ritornello. Avanzare richieste tardive, dopo aver ostacolato in tutti i modi una più coerente gestione del conferimento dei nuovi incarichi, sembra essere solo un patetico mea culpa. Ma, al di là della mancata applicazione di criteri più razionali sin dall’inizio dello scorrimento della graduatoria concorsuale, nulla si è fatto per intervenire, neanche successivamente.

Solo a seguito delle richieste di DIRIGENTISCUOLA, la Ministra della Funzione Pubblica, on. Dadone, nel mese di dicembre aveva manifestato la sua disponibilità ad emanare un atto d’indirizzo per avviare una sessione negoziale separata che permettesse di mettere mano agli istituti contrattuali inerenti la mobilità. Se l’Amministrazione si fosse attivata tempestivamente, magari con il compatto appoggio di tutte le sigle sindacali, si sarebbero ottenuti dei risultati significativi per la mobilità di quest’anno. Ci auguriamo che si ponga fine a questo continuo tergiversare e che si cominci finalmente ad agire in maniera più concreta  e risolutiva.

Per il momento, però, les jeux sont faits, rien ne va plus.